A distruggere il negozio di caldaie ai Colli Aminei, nella zona collinare di Napoli, è stata una bomba. L'ipotesi, subito circolata dopo l'esplosione, trova riscontro nel video registrato dalle telecamere interne dell'attività commerciale: nelle immagini si vede chiaramente che la deflagrazione parte dall'esterno, dalla strada, e che la potenza dello scoppio ha sfondato l'ingresso danneggiando anche l'interno. Che non si fosse trattato di un corto circuito o di un guasto ad apparecchiature all'interno era apparso evidente, soprattutto dalla tipologia dei danni: la saracinesca appare infatti piegata dall'esterno verso l'interno.

L'attentato dinamitardo risale alla sera del 19 aprile. I titolari, ascoltati dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Napoli (agli ordini del dirigente Alfredo Fabbrocini), hanno detto di non avere ricevuto minacce; nonostante ciò, la principale pista porta proprio al mondo del racket. Anche perché il tipo di negozio fa parte di un settore che non è stato particolarmente intaccato dalle restrizioni anti coronavirus e quindi, al contrario di altri, era in piena attività; motivo che potrebbe avere spinto la malavita organizzata a chiedere il pizzo e, di fronte a un rifiuto, a procedere con la ritorsione.

Nelle ore successive nessuno si è fatto avanti per fornire elementi alle forze dell'ordine, nemmeno in forma anonima, sebbene l'ordigno sia esploso in una zona densamente abitata, in un'area dove ci sono diversi edifici e nonostante lo scoppio ci sia stato intorno alle 21:30. L'area antistante il negozio non sarebbe coperta da telecamere di sorveglianza. La deflagrazione è stata molto potente, sono rimaste danneggiate anche alcune automobili che si trovavano parcheggiate nelle vicinanze. Dalle indagini è emerso un precedente, l'incendio dell'automobile di uno dei titolari, ma quell'episodio al momento non sembra determinante: non è infatti sicuro che fosse doloso e inoltre risalirebbe a diversi mesi fa, quando l'attività non era stata ancora avviata.