5 Luglio 2021
11:46

Blitz in Sicilia, 85 arresti: l’asse mafia-camorra, a Palermo la cocaina da Torre Annunziata

I Guida e i Casarubbia/Vitale di Partinico (Palermo) si rifornivano di cocaina da Napoli, grazie all’intermediazione di due fratelli, che facevano da tramite con i clan di Torre Annunziata. Ulteriore tassello che da sempre unisce Cosa Nostra e camorra, con diversi boss non solo alleati ma anche regolarmente “punciuti”.
A cura di Nico Falco

Tra i fornitori di droga dei clan Guida e Casarubbia/Vitale, del mandamento mafioso di Partinico, c'erano anche personaggi legati alla camorra di Annunziata (Napoli). Emerge dall'inchiesta che ha portato al blitz eseguito oggi, con 85 ordinanza di custodia cautelare (63 in carcere, 18 ai domiciliari e 4 con obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria) per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti, eseguite tra le province di nelle province di Palermo, Trapani, Latina, Napoli, Roma e Nuoro. Il rapporto tra il clan napoletano e la mafia siciliana va però ben oltre la semplice fornitura: in passato diversi vecchi boss erano regolarmente "punciuti", ovvero affiliati a Cosa Nostra.

Blitz in Sicilia, a Palermo la droga da Torre Annunziata

Le indagini che hanno portato alle misure erano state avviate nel 2017 dai carabinieri della Compagnia di Partinico e, a partire dal 2018, per due anni sono state condotte col Nucleo Investigativo del Gruppo di Monreale; tra gli arrestati figura anche un agente della Polizia Penitenziaria, accusato di avere fatto da tramite per l'esterno con un boss detenuto. Ricostruendo le rotte del narcotraffico, i militari hanno individuato quelli che, secondo le risultanze investigative, sono il punto di raccordo tra i siciliani e la malavita organizzata partenopea. Si tratta dei fratelli Giovanni Visiello e Raffaele Visiello, che rappresentavano i clan locali per il traffico di grosse quantità di cocaina.

Nello scorso febbraio, in una precedente operazione, la Guardia di Finanza aveva sgominato tre organizzazioni criminali sull'asse Colombia-Spagna-Italia-Malta. Principale promotore del sistema narcotraffico era stato ritenuto il gruppo Genovese, con base a Torre Annunziata e guidato da un esponente dei Gallo-Cavalieri.

Camorristi e mafiosi, con doppia affiliazione

Totò Riina ospite della tenuta di Poggio Vallesana dei Nuvoletta, dove poi su ordine del superboss corleonese furono anche uccisi 5 affiliati ai Bardellino; l'omicidio del giornalista Giancarlo Siani, ucciso dai Nuvoletta per volontà del capo di Cosa Nostra; la droga, a fiumi, che da Torre Annunziata arriva grazie ai contatti con i narcotrafficanti colombiani e poi riparte verso la Sicilia. Sono solo alcuni degli aspetti, emersi nel corso di anni di indagini, che mostrano il legame a doppio filo che c'è tra Cosa Nostra e alcuni clan della camorra napoletana, come i Gionta, i Nuvoletta e i Gallo-Cavalieri, che più che alleati sono stati affiliati a pieno titolo.

La doppia affiliazione venne riconosciuta "ufficialmente" anche in tribunale nel 2007, quando alla sbarra in Sicilia finirono diversi camorristi del clan Nuvoletta. Tutti regolarmente "punciuti", ovvero affiliati a Cosa Nostra, e allo stesso tempo già condannati per associazione mafiosa, ma con la camorra.

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