Bimba nata da uno scambio di embrione a Napoli, ora sono 4 le coppie che chiedono notizie

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A cura di Nico Falco
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Sale a 4 il numero delle coppie che chiedono di sapere dove siano i loro embrioni crioconservati, affidati al Centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale San Paolo di Napoli.

Si allarga la vicenda del presunto scambio di embrioni nell'ospedale San Paolo di Napoli: dopo il caso della coppia che ha scoperto di non avere legami biologici con la figlia nata da un embrione congelato, altre coppie hanno chiesto informazioni sui propri embrioni crioconservati nel centro di procreazione medicalmente assistita dell'ospedale di Fuorigrotta.

La vicenda è al centro di una indagine dei carabinieri del Nas, coordinati dalla Procura di Napoli; il reato ipotizzato è di lesioni colpose. Alla donna sarebbe stato in sostanza impiantato un embrione non suo. Quando la vicenda è diventata di dominio pubblico, l'Asl, con un comunicato, ha escluso che ci sia stato uno "scambio di embrioni", facendo quindi intendere che quello della coppia non sarebbe stato impiantato ad un'altra donna, e ha detto di avere avviato all'epoca una indagine interna e di avere contestualmente sospeso tutte le attività del centro, dando comunicazione alle coppie che vi si erano rivolte.

Nei giorni scorsi l'avvocato Francesco Petruzzi, legale dei coniugi, ha fatto sapere che anche altre due coppie attendono di sapere che fine abbiano fatto i loro embrioni e una di queste ha già chiesto un provvedimento del giudice civile, che dovrebbe pronunciarsi a settembre. Gli embrioni di cui si sarebbero perse le tracce sono quattro appartenenti alla prima coppia, quella che ha avuto la bimba risultata non loro, due alla seconda coppia e tre alla terza. Nelle scorse ore si sono aggiunte altre due coppie, anche loro in attesa di notizie sul proprio materiale biologico crioconservato.

"È una vicenda gravissima – dice il parlamentare Francesco Emilio Borrelli, insieme al consigliere regionale di Avs Carlo Ceparano – che non riguarda solo una famiglia ma la fiducia di tante coppie in un percorso delicatissimo come quello della procreazione medicalmente assistita. Nessuno può sentirsi ostaggio dell'incertezza quando si parla del proprio materiale biologico e dei propri figli".

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