Coppia napoletana ha una figlia da embrione congelato, ma non è la loro: indaga la Procura
Una figlia nata da fecondazione in vitro che però non sarebbe biologicamente la loro. E così una coppia di Napoli ha presentato un esposto alla Procura partenopea per lesioni colpose. La coppia è difesa dall'avvocato Francesco Petruzzi: l'apertura del fascicolo ha portato gli uomini del Nas, su delega del pubblico ministero Stella Castaldo (sezione Lavoro e Colpe Professionali, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci) ad eseguire accertamenti nel centro di procreazione medicalmente assistita dell'ospedale San Paolo di Fuorigrotta, per capire se al momento della fecondazione ci sia stato uno scambio di coppia e se questo possa eventualmente aver coinvolto altre coppie.
L'uomo, 41 anni, ha spiegato di essere tormentato "dall'idea che possa esistere da qualche parte un nostro figlio biologico", ma la coppia ha aggiunto che intende riconoscere comunque la bambina, nata un anno fa nel nosocomio partenopeo. Dopo la nascita, la coppia ha scoperto dalle analisi che la bimba non fosse loro figlia: i dubbi erano iniziati quando era emerso che la bimba non avesse né il gruppo sanguigno della madre né del padre. A quel punto, la prova del dna che non avrebbe più lasciato spazio a dubbi, e che avrebbe certificato che la bimba non fosse, biologicamente, figlia loro.
Quella della fecondazione in vitro è una tecnica tra le più comuni e che risale agli anni Settanta: in Italia è arrivata all'inizio degli Anni Ottanta. La prima persona ad essere concepita con fecondazione in vitro fu Louise Brown nata a Oldham, nel Regno Unito, il 25 luglio 1978 e che oggi è a sua volta madre di due figli concepiti naturalmente.