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Bar e ristoranti a Napoli, stop al blocco licenze al centro storico: quali sono le nuove regole e quando partono

La giunta del Comune di Napoli approva il nuovo piano per aprire bar e ristoranti in città. Cosa cambia e quando partono le nuove regole.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Immagine di repertorio
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Stop al blocco triennale delle nuove licenze per bar e ristoranti nel centro storico di Napoli. Il Comune di Napoli, guidato dal sindaco Gaetano Manfredi, approva il nuovo piano del commercio realizzato dall'assessore al ramo, Teresa Armato. Si potranno di nuovo inaugurare locali di food&beverage, ma ci saranno forti restrizioni e bisognerà rispettare regole precise. Si tratta del "piano per la programmazione delle aperture degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di produzione di alimenti e di vicinato con consumo immediato sul posto nel centro storico di Napoli, sito Unesco, e nelle aree della cd. “Buffer zone”, che è stato approvato ieri pomeriggio, 25 giugno, in giunta. Per le aperture nella buffer zone del centro storico Unesco servirà una particolare autorizzazione. Confermato il divieto in via San Gregorio Armeno, la strada delle botteghe dei presepi famosa nel mondo.

Quando parte il nuovo piano del commercio

Ma quando partirà il nuovo piano del commercio? La delibera di giunta prima di diventare esecutiva deve essere approvata in consiglio comunale. Cosa succede nel frattempo? A quanto apprende Fanpage.it da fonti di Palazzo San Giacomo, dopo una intesa con la Regione Campania, proseguirà in proroga per un ultimo anno la delibera del 2023 che imponeva il blocco delle licenze per le nuove aperture.

L’approvazione del Piano da parte della Giunta costituisce un requisito indispensabile per la prosecuzione fino al 2026 dell’intesa, ormai in vigore da due anni, confermando le restrizioni in centro storico per i nuovi locali di food e beverage e il divieto in via San Gregorio Armeno.

Le limitazioni, previste dalla Delibera del 2023, spiega il Comune di Napoli, "hanno avuto un effetto deflattivo nelle aree tutelate per quanto riguarda gli esercizi di somministrazione e un effetto espansivo in altre zone della città, che hanno visto crescere le nuove aperture degli esercizi di somministrazione e di vicinato alimentare. Cresce, d’altro canto, il dato delle nuove aperture degli esercizi di vicinato non alimentare, differenziando così l’offerta commerciale sul territorio. Tale tendenza risponde a un fenomeno crescente, quello della delocalizzazione dei flussi turistici che, ormai frequentemente, interessano le aree periferiche, fortemente interessate anche dalle nuove aperture di strutture ricettive e conseguentemente anche di esercizi di somministrazione. L’intesa ha fatto convogliare le nuove aperture verso nuove zone della città, non già saturate dalla presenza di esercizi commerciali. La ratio del Piano, quando diverrà operativo, dopo l’approvazione in Consiglio, è quella di sostituire i divieti stabiliti dall’intesa con dei criteri strutturali e gestionali per le nuove aperture".

Le nuove regole per aprire bar e ristoranti a Napoli

Il piano, suddivide l’area UNESCO – Buffer zone del centro storico di Napoli, in 4 aree e prevede per le nuove aperture:

  • Criteri strutturali dei locali;
  • Criteri gestionali dell’attività;

I criteri strutturali sono stabiliti come requisiti minimi e obbligatori, in relazione alla zonizzazione del territorio comunale (centro storico, buffer zone) per l’ottenimento dell’autorizzazione.

Per le aperture nella zona UNESCO/Buffer occorrerà una autorizzazione.

Nelle zone non tutelate permane il regime della SCIA, non sussistendo vincoli restrittivi si assicura agli operatori del mercato la più ampia possibilità di accesso.

Il Piano prevede, inoltre, criteri gestionali e qualitativi, con limitazioni strutturali più stringenti nelle aree ad alto valore storico e culturale.

Il meccanismo introdotto è quello del punteggio a zone: nelle zone maggiormente tutelate, oltre ai criteri strutturali minimi, si dovrà raggiungere un punteggio minimo, grazie ai requisiti qualitativi, per le nuove aperture.

I punteggi gradatamente diminuiscono nelle zone, sempre UNESCO, ma valutate di concerto con i servizi competenti, con una minore concentrazione di beni monumentali e storici.

Le norma introdotto si fondano su principi di proporzionalità, trasparenza e ragionevolezza, rispondendo alla necessità di garantire la coesistenza tra attività imprenditoriali e tutela del patrimonio.

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