Aumento pedaggio Tangenziale Napoli, Salvini: “Non deciso da questo governo ma nel 2009”

Salvini alla Camera spiega: “Qualsiasi proposta di cambiare andrebbe a modificare la convenzione e non garantirebbe la continuità della gestione della tratta”
A cura di Giuseppe Cozzolino
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L'aumento di 5 centesimi del pedaggio della Tangenziale di Napoli "non è stato deciso da questo Governo, ma nel 2009". Così Matteo Salvini, ministro dei trasporti, ha risposto alla Camera durante il Question Time, spiegando che comunque "è necessario ridurre la remunerazione dei concessionari". L'aumento del pedaggio ha sollevato fin dalla sua entrata in vigore un vespaio di polemiche: in primis perché quei 5 centesimi rallentano, nel vero senso della parola, le code dei veicoli, dal momento che si perde molto più tempo nel pagare in moneta, in secundis perché la Tangenziale di Napoli è l'unica, in Europa, ad essere a pagamento.

Ufficialmente, il pedaggio iniziale (300 lire all'apertura nel 1972) serviva a ripagarne i lavori, finanziati interamente da privati e poi rimanere fino al 2001. Trent'anni, dunque, e poi fine: invece, fino al 2008 è rimasto in vigore, seppur scaduto (e salito intanto a 1.200 lire prima e 65 centesimi di euro dopo). Dal 2008 è entrato in vigore un accordo che prevede che il pedaggio resti per finanziare interventi, ma da allora gli aumenti sono stati continui: 5 centesimi ogni anno fino al 2012, portando il pedaggio a 90 centesimi, un nuovo aumento nel 2014 e poi nel 2018 avevano "fissato" ad un euro la tariffa (che si paga in maniera forfetaria, qualunque sia la distanza percorsa, in uscita). Poi, la tregua fino al 1° gennaio di quest'anno, quando la tariffa è salita ancora portando a 1,05 centesimi il balzello.

"Il sistema di pedaggio attualmente in vigore sulla Tangenziale di Napoli non è stato deciso oggi da questo governo ma da una convenzione del 2009 approvata nel 2010: qualsiasi proposta di cambiare il sistema di pedaggio andrebbe a modificare la convenzione in corso e non garantirebbe la continuità della gestione della tratta", ha sottolineato Salvini, ribadendo di essere attualmente "al lavoro su questi limiti per le future concessioni. L'obiettivo con Aspi è ridurre al massimo il tasso di remunerazione dei concessionari tenendo inalterati i pedaggi", ha proseguito il ministro, sottolineando anche di essere al lavoro anche per "ridurre gli introiti dei fondi stranieri dei concessionari autostradali rimanendo inalterati i pedaggi. Si tratta di un'operazione complessa e delicata ma nell'interesse degli automobilisti di tutta Italia".

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