Aumento 5 cent Tangenziale Napoli, rimborsi con bonifico se il casello non dà resto. Ma solo uno su 5 paga con monete

L'aumento di 5 centesimi del pedaggio della Tangenziale di Napoli ha scatenato un acceso dibattito in città. "Crea code ai caselli. Le monetine non si trovano. Le macchinette non danno il resto", sono le principali accuse di chi è contrario. Il rincaro è stato stabilito dal ministero dei Trasporti ed è scattato il primo gennaio scorso. Ma a distanza di oltre 20 giorni, le polemiche non sembrano placarsi. Il deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi-Sinistra) ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro Matteo Salvini e ne ha annunciato una seconda.
I dati dei passaggi: solo il 20 per cento paga con le monete
Ma Tangenziale di Napoli prova a gettare acqua sul fuoco. A quanto apprende Fanpage.it da fonti della società, non risultano code ai caselli legate all'aumento del pedaggio. L'azienda ha fatto approvvigionamento di monete da 5 cents e rafforzato i presidi ai caselli. Ci sono scorte sufficienti per dare i resti. La situazione è sotto monitoraggio attento. Secondo i dati di Tangenziale, ad oggi sarebbe solo un automobilista su cinque a pagare il pedaggio con le monete, pari a circa il 20 per cento dei transiti, che sono circa 200mila al giorno, per un fatturato annuale di circa 70 milioni di euro. Soldi che servono a pagare i 300 dipendenti e altri 300 lavoratori dell'indotto, manutenzione ordinaria e tassa di concessione allo Stato. In questo contesto, l'aumento di 5 centesimi dovrebbe portare un aumento di ricavi di circa 3,5-4 milioni all'anno: 10mila euro al giorno.
Come pagano la Tangenziale gli automobilisti
Come pagano il pedaggio gli altri automobilisti? Il restante 80 per cento è diviso tra Telepedaggio (come Telepass, Movyon, Unipol) e bancomat o carte di credito. Se si paga con bancomat non è prevista commissione bancaria. Tangenziale di Napoli spa, la società che gestisce l'A56, è di proprietà di Autostrade per l'Italia, a sua volta controllata da Cassa Depositi e Prestiti che ne detiene il 51%. L'amministratore delegato di Tangenziale, Luigi Massa, ha ricordato recentemente che gli aumenti scattati a gennaio sono stati molto contenuti. L'ultimo rincaro risaliva al 2019. Se l'azienda avesse dovuto applicare l'inflazione dal 2020 al 2026, la tariffa sarebbe salita a 1,20 euro, invece, per legge è stata parametrata sul dato dell'ultimo anno di inflazione, e quindi solo a 1,05 euro.
Cosa deve fare il cittadino se il casello non dà resto
Ma cosa deve fare un automobilista nel caso il casello non dia il resto del pedaggio? Fanpage.it lo ha chiesto a Tangenziale di Napoli. Secondo la società, ci sono due soluzioni. Se la macchinetta, per un qualsiasi motivo, non dovesse dare il resto dei 5 centesimi, l'automobilista può scaricare il modulo di reclamo e inviarlo online a Tangenziale di Napoli, opportunamente compilato, segnando data, ora, il casello dove è avvenuto il passaggio. Il sistema controlla e parte il rimborso, con bonifico sull'Iban indicato. L'altra soluzione prevede di andare al centro servizi dopo aver stampato il modulo.