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Sono riciclaggio e ricettazione le accuse che hanno portato in manette il segretario e bibliotecario della cooperativa che gestisce il Centro Europeo di Studi Normanni di Ariano Irpino, nella provincia di Avellino: l'uomo – G.T. le sue iniziali – è stato trovato in possesso di alcuni dei libri antichi che furono rubati nella biblioteca del centro nel 2015 (circa 600 volumi): l'uomo è stato così arrestato dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale su disposizione della Procura della Repubblica di Benevento. In casa dell'uomo, i militari dell'Arma hanno rinvenuto, oltre ai libri antichi – alcuni dei quali avevano ancora il timbro a inchiostro dell'ente proprietario – anche un'arma da fuoco antica illegalmente detenuta e alcune armi bianche di epoca medievale che proverrebbero dal Museo della Civiltà Normanna di Ariano Irpino; l'uomo era in possesso anche di alcuni beni ecclesiastici sulla cui provenienza sono in corso le indagini dei militari dell'Arma, nonché documenti di archivio e pagine di alcuni volumi risalenti anch'essi all'epoca medievale.

Le indagini

Le indagini che hanno portato all'arresto dell'uomo sono partite nel 2018, quando i carabinieri della Sezione Antiquariato del Nucleo Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno scoperto alcuni volumi antichi in casa di un collezionista di Ariano Irpino; libri che si sono rivelati poi essere tra i 600 trafugati nella biblioteca nel 2015. Da qui, i militari dell'Arma sono riusciti a ricostruire quasi tutta la filiera del commercio illegale dei libri antichi rubati ad Ariano Irpino, raccogliendo prove della colpevolezza del segretario della biblioteca, che è finito in manette.