“Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste”. Si chiude così per Antonio Bassolino dopo 10 anni l'inchiesta sulle cosiddette “parcelle d'oro” agli avvocati per la gestione commissariale dei rifiuti. L'ex governatore della Campania, assistito dagli avvocati Giuseppe Fusco, Massimo Krogh, Matteo De Luca, aveva rinunciato alla prescrizione ed è stato assolto nel merito dai giudici della seconda sezione della Corte d'Appello del Tribunale di Napoli. Per l'ex sindaco di Napoli si tratta della 19esima assoluzione nel giro di 20 anni, durante i quali, tutte le accuse mosse nelle inchieste giudiziarie sono cadute una ad una. “Era l’ultima vicenda ancora da definire – ha commentato Antonio Bassolino sul suo profilo social – e riguardava gli onorari ad un avvocato. In realtà ero già stato assolto per prescrizione ma avevo fatto ricorso perché volevo una assoluzione nel merito. Oggi la Corte di Appello ha emesso una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste. È dunque la diciannovesima sentenza di piena assoluzione e sono grato ai miei difensori per come mi hanno assistito in tutti questi anni. Mi fa piacere, naturalmente: per me e la mia storia, per i miei familiari, per Napoli”.

Bassolino ha aspettato con riservatezza le decisioni della magistratura, trascorrendo questi anni lontano da incarichi politici, anche se conservando la sua presenza nel dibattito politico cittadino e scendendo anche in campo per le primarie del Pd nel 2016 per la carica di primo cittadino. Poi vinte dalla sua ex pupilla Valeria Valente. Adesso, l'ex sindaco del Rinascimento Napoletano, cresciuto nel Pci di Berlinguer, poi passato nel Pds e tra i fondatori del Pd, protagonista della “stagione dei sindaci” degli anni '90, che rianimò la politica italiana dopo Tangentopoli, è accostato di nuovo alla carica di primo cittadino di Palazzo San Giacomo per le elezioni comunali del 2021. Bassolino ha superato indenne tutte le inchieste che l'hanno visto coinvolto in questi anni. Quella cosiddetta sulle “consulenze d'oro” agli avvocati, l'ultima in ordine di tempo chiusa con l'assoluzione piena, era collegata all'emergenza commissariale dei rifiuti. Bassolino, poi, è stato ritenuto estraneo dai giudici anche a tutte le altre accuse mosse per l'emergenza dei rifiuti: dalla gestione degli impianti Cdr, ai fondi del dissesto idrogeologico dopo l'alluvione di Sarno del 1998.