America’s Cup a Bagnoli, trovate fibre di amianto nell’aria, l’Arpac: valori entro i limiti
Riscontrata la presenza di fibre di amianto nell'aria a Bagnoli nel corso del monitoraggio condotto dall'Arpac durante i cantieri dell'America's Cup. Ma i valori sono sempre stati entro i limiti, precisa l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Campania, a Fanpage.it. In particolare, le fibre di amianto aerodisperse sono state riscontrate nel rapporto relativo al campionamento del 18 giugno 2026, effettuato al punto di prelievo di via Coroglio a Bagnoli alle ore 14 ed esaminato il 25 giugno successivo. Secondo i dati, che Fanpage.it ha potuto visionare, il risultato della prova è stato di 1,67 ff/l, rispetto ad un Limite di Quantificazione di 0,42, ossia il valore minimo di fibre rilevabili. Mentre il tetto massimo previsto dall'attuale normativa è di 10 ff/l. Quindi, precisa Arpac, "il valore trovato è meno di un quinto del limite".
L'Arpac aveva iniziato a monitorare le polveri sottili nell'area del cantiere lo scorso gennaio, rilasciando un bollettino ufficiale periodico sugli eventuali sforamenti per le emissioni. I controlli per l'eventuale presenza di amianto nell'aria, invece, sono stati richiesti come misura aggiuntiva dall'associazione Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli e sono partiti il 24 marzo scorso.
Eseguiti 3 campionamenti da marzo a giugno
"Il primo giorno di campionamento – si legge nel documento del Dipartimento Provinciale di Salerno dell'Arpac, Centro Regionale Radioattività e Laboratorio Regionale Amianto, del 3 luglio – è stato il 24 marzo 2026, quando sono stati effettuati due distinti campionamenti, uno presso il laboratorio dell’Arpac installato presso la Città della Scienza, e l’altro nel laboratorio, sempre dell’Arpac, installato in prossimità del Pontile Nord. La stessa attività, con campionamento presso i due laboratori, è stata ripetuta nei giorni 26 maggio e 18 giugno. In tal modo sono stati raccolti n. 6 campioni che sono stati analizzati nei laboratori dell’Agenzia".
Tutti i campionamenti sono stati fatti, dunque, presso Città della Scienza e in via Coroglio, ed in tutti i casi, eccetto quello segnalato del 18 giugno, i valori sono stati inferiori al valore minimo rilevabile di fibre d'amianto ("< LdQ").
I prelievi, come detto, sono stati eseguiti da Arpac Uo Aria. Il metodo utilizzato è stato quello previsto dal Dm 6 settembre 1994 Microscopia Ottica a Contrasto di Fase (M.O.C.F). "I criteri di conteggio – si legge nei documenti – prevedono di considerare ogni particella di forma allungata avente lunghezza superiore a 5 micron, diametro inferiore a 3 micron e rapporto lunghezza diametro superiore a 3:1".
L'Arpac: "Valori sempre sotto i limiti"
L'Arpac, contattata da Fanpage.it, rassicura sull'assenza di pericolosità e spiega che "0,42 è il valore minimo di fibre rilevabili. Il limite negli ambienti di lavoro con la metodica utilizzata (Microscopia Ottica a Contrasto di Fase) è di 10 ff/L in base al D.Lgs. 213/2025 che ha recepito la direttiva europea". Nel caso del campionamento del 18 giugno 2026, "il valore trovato è meno di un quinto del limite. Anche l'Asl si è pronunciata allo stesso modo a commento del valore trovato. Analisi successive non hanno mostrato valori anomali".
Le associazioni: "Verificare il motivo del picco"
Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli, l'associazione presieduta da Giovanni Natale, che si è battuta fin dall'inizio per la trasparenza dei dati sul monitoraggio, ha sollecitato fin dall'inizio le analisi a Bagnoli. Gli attivisti si chiedono se si siano attivate le istituzioni per verificare il perché di quel picco di fibre di amianto aerodisperse, di cui al momento non si conoscono le motivazioni, e se siano stati disposti controlli periodici più frequenti, dato il rischio per la salute pubblica. L'associazione ha presentato anche un esposto in Procura per verificare l'andamento dei dragaggi dei fondali del mare.
Si dice "preoccupato" Diego Civitillo. Senza fare allarmismi, sottolinea l'ex presidente della Municipalità X di Bagnoli-Fuorigrotta, "ci si sarebbe aspettati l'assenza di particelle disperse nell'aria. Ci chiediamo se siano state fatte analisi accurate anche sulla composizione del particolato, visto che durante le bonifiche abbiamo assistito a diversi sforamenti per polveri sottili. Chiediamo all'Arpac di sistematizzare le misurazioni anche sull'amianto ed estendere i controlli anche ad altre sostanze".