23 Gennaio 2023
17:09

Ambulanza trova strada murata, 67enne morto: Galano (118): “Non basta pubblicare le ordinanze, vanno comunicate”

Il direttore del 118 Giuseppe Galano a Fanpage.it: “Il medico e gli infermieri vanno elogiati per essere scesi a piedi, per fare prima”
Intervista a Giuseppe Galano
Direttore del 118 dell'Asl Napoli 1 Centro
A cura di Pierluigi Frattasi
Il direttore del 118 di Napoli, Giuseppe Galano
Il direttore del 118 di Napoli, Giuseppe Galano

“Il Comune ha pubblicato l’ordinanza di chiusura di via Morisani? Ma dove? Noi siamo il 118, non possiamo conoscere tutti gli atti pubblicati sull’albo pretorio del Comune. Dovevano fare una comunicazione specifica a noi”. Non ha dubbi Giuseppe Galano, direttore del 118 dell’Asl Napoli 1, che a Fanpage.it interviene sul caso dell’ambulanza del 118 rimasta bloccata da un muro la mattina del 10 gennaio scorso, mentre interveniva in via Ottavio Morisani, una stradina di Capodimonte a Napoli, chiusa al traffico da 2 anni per chi proviene dal basso, dalla zone del Rione Sanità, ed accessibile solo provenendo da Capodimonte.

L’ambulanza era stata allertata per una segnalazione di un uomo di 67anni che aveva avuto un malore. Ma è arrivata da giù, trovandosi davanti la strada sbarrata. A quel punto, il personale medico e infermieristico è sceso ed ha raggiunto a piedi l’abitazione del paziente. Quest’ultimo però è deceduto attorno alle 7,00 del mattino. Ma perché l'ambulanza è arrivata da giù, dove la strada era chiusa, e non da su, dove invece era aperta? Per la III Municipalità, come spiegato dal presidente Fabio Greco a Fanpage.it, la chiusura di via Morisani, all'incrocio con Salita Moiariello, sarebbe stata nota alla cittadinanza da due anni, in quanto la relativa ordinanza fu pubblicata nel 2020.

Direttore Galano, avete ricevuto la comunicazione di chiusura della strada?

La questione della comunicazione non va imputata a noi, ma al Comune. Quando ci sono delle interruzioni o altro sulla grande viabilità, c’è una comunicazione. Ma non si può dire che è stato pubblicato sull’albo pretorio. Si fa una comunicazione, noi ne prendiamo conoscenza e la comunichiamo alle nostre postazioni. Di questo caso, io, in questo momento, non ho conoscenza di una comunicazione su questa strada.

In altre occasioni la comunicazione c’è stata?

Sì, su grandi situazioni viarie.

Cosa è accaduto la mattina del 10 gennaio?

Noi non abbiamo fatto altro che quello che si fa normalmente nelle procedure. Il percorso più breve per arrivare sul posto. Cosa che abbiamo fatto. Siamo arrivati a Salita Moiariello e lì abbiamo trovato l’interdizione del muro per arrivare in via Morisani.

Poi che è successo?

Lì, agendo in maniera tempestiva e con grande senso di servizio, il medico insieme agli infermieri che sono scesi, ha percorso tutta la strada a piedi velocemente. Contemporaneamente l’ambulanza che era rimasta ferma lì, ha fatto tutto il percorso a ritroso, perché non c’era nemmeno la possibilità di fare retromarcia e poi li ha raggiunti.

Alcuni sostengono che i soccorsi sarebbero arrivati in ritardo?

No, l’ambulanza se non ci fosse stata l’interdizione ci avrebbe messo 7-8 minuti. A piedi ci ha messo 5-10 minuti. Con l’altra strada ci avrebbe messo di più, perché sono tutti dedali che portano prima a Capodimonte, poi si scende. Il medico è sceso immediatamente, arrivando sul posto. Da parte mia va un encomio verso l’equipaggio che si è comportato in maniera esemplare e responsabile. Se confrontiamo il tempo che avrebbero impiegato facendo l’altra strada, con il tempo che ha impiegato il medico facendo il percorso a piedi, quest’ultimo è inferiore. Quindi non si è perso tempo, anzi c’è stata un principio di tempestività che ha fatto il medico che va menzionato per il senso di responsabilità, insieme all’infermiere.

Quanto tempo si è impiegato a raggiungere la casa del paziente?

L’equipaggio ha impiegato poco meno di 20 minuti per arrivare sul posto. Ma c’è da dire che il paziente, dalla testimonianza della moglie, stava male da molto tempo, già da qualche giorno, avevano chiamato il medico curante, purtroppo la dichiarazione della moglie è stata che non è stato mandato nessuno. Noi siamo andati e ci abbiamo messo il minor tempo possibile. Poi saranno le autorità preposte a chiarire le eventuali responsabilità.

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