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All’Università di Salerno l’Academy di Terna: inaugurato il secondo anno del Tyrrhenian Lab

Sono 57 gli studenti della seconda edizione che si formeranno per lavorare al cavo sottomarino che collegherà Sicilia, Sardegna e Campania.
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A cura di Pierluigi Frattasi
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Inaugurato il secondo anno del Tyrrhenian Lab di Terna all'Università di Salerno. L'Academy della società che ha l'obiettivo di istituire un centro di formazione di eccellenza nelle sedi delle tre città in cui approderanno i cavi del Tyrrhenian Link, l'elettrodotto sottomarino di Terna che unirà Campania, Sicilia e Sardegna. Aumentano anche gli studenti, che salgono a 57, rispetto au 45 gli studenti che prenderanno parte al corso, circa 300 le candidature presentate con una crescente presenza femminile.

Si tratta della seconda edizione del Master "Digitalizzazione del sistema elettrico per la transizione energetica", promosso da Terna in collaborazione con le Università di Cagliari, Palermo e Salerno nell'ambito del progetto Tyrrhenian Lab, per il quale Terna ha previsto un investimento complessivo di 100 milioni di euro dal 2022 al 2026. L'inaugurazione del Master – la seconda delle tre edizioni previste – è avvenuta con un evento organizzato in contemporanea nei tre atenei coinvolti: Palermo, Salerno e Cagliari. In collegamento, oltre ai Rettori, l'Amministratore Delegato e Direttore Generale dell'azienda, Giuseppina Di Foggia, il Presidente, Igor De Biasio, e il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

Pichetto Fratin: "Tratteniamo qui i migliori cervelli"

Per il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin,

“Sono lieto di poter partecipare all’avvio della seconda edizione del Tyrrhenian Lab. I numeri delle candidature di questa edizione rispetto alla prima sono il miglior indicatore dell’efficacia dell’iniziativa di Terna. I giovani, rispondendo con tanto entusiasmo, dimostrano di avere compreso il valore del Tyrrhenian Lab. Iniziative come questa sono validi antidoti alla fuga dei cervelli. Terna collegherà Sicilia, Sardegna e Campania, ma a unire le regioni sarà qualcosa di più di un cavo ad alta tensione. Tra Palermo, Cagliari e Salerno nascerà un laboratorio diffuso, un centro di formazione di eccellenza distribuito su tre riferimenti del Sud che guarda al futuro”.

E, ancora:

“Un’idea innovativa, che non resta confinata alla dimensione di un arido progetto, ma diventa qualcosa di vivo e reale. Terna lo ha voluto, investendo con forza, visione e concretezza. Sono queste le qualità di cui abbiamo bisogno come Paese per governare questa transizione. Una parola che sta diventando una sorta di dogma, spauracchio per qualcuno, a seconda delle sensibilità. Invece la transizione è il processo naturale per il futuro, per svecchiare il Paese, una strategia per garantire lo sviluppo in modo sano, serio e realistico. Non è un caso che la transizione sia una rotta che i giovani affrontano senza timore. Loro nel futuro ci vivranno, e sono quindi interessati a viverlo bene. Ciò non accadrà ricorrendo a parole d’ordine massimaliste o velleitarie, sia noi che i giovani arriveremo e vivremo bene nel futuro se lo progettiamo già fin d’ora. È chiara l’impostazione del Tyrrhenian Link, chiave dello sviluppo delle rinnovabili nel nostro Paese. Molto saggia l’iniziativa di Terna di coinvolgere gli atenei delle città di approdo dei cavi. Gli universitari – ha proseguito il Ministro Pichetto Fratin – potranno conseguire un’alta formazione, senza essere costretti a emigrare. Gli stessi studenti avranno la possibilità di essere assunti nelle sedi territoriali. Il progetto è vera attenzione per il territorio e per le risorse rinnovabili come sole e vento, patrimonio di questi territori. Il territorio ha però anche grande potenziale umano in termini di conoscenza e competenza. Ecco il grande valore della scelta di Terna di puntare con solidi investimenti allo sviluppo dei giovani. La carta vincente della nostra transizione sono i giovani di talento il cui entusiasmo sarà valorizzato”.

Quindi, conclude:

“La rete è al centro della transizione energetica, con maggiore capacità e flessibilità. La sfida è quella di dare corpo e sostanza al nuovo paradigma della generazione diffusa. È quindi strategico lo sviluppo di nuove competenze abilitate a gestire le tecnologie del dispacciamento. Terna ha accolto con grande visione questa necessità e lo ha fatto con lo sguardo rivolto verso i territori. Questa è la progettualità che serve al Paese per puntare al futuro migliorando il presente e di tutto questo non posso che complimentarmi con Terna, con le università e con tutti i giovani partecipanti per l’iniziativa”.

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