Acamir, la Regione Campania studia la riorganizzazione dell’Agenzia mobilità, oggi assemblea dei dipendenti
La Regione Campania sta valutando una riorganizzazione di Acamir, l'Agenzia campana per la mobilità, le infrastrutture e le reti, ente pubblico regionale che opera nella pianificazione dei trasporti, nella gestione delle procedure di affidamento dei servizi e nella programmazione delle infrastrutture. Un possibile cambiamento di assetto che sta suscitando preoccupazioni tra i dipendenti, soprattutto per le eventuali conseguenze sull'inquadramento contrattuale e sulle tutele del personale.
Da quanto apprende Fanpage da fonti regionali, l'ipotesi di riorganizzazione è concreta, ma non ancora ufficiale. La Regione attende pareri legali per approfondire la materia e chiarire i margini giuridici dell'operazione. Non si tratterebbe di una modifica della governance sul modello di Eav, per intenderci, ma di un intervento destinato a modificare e integrare le funzioni dell'Agenzia. Sulla questione per la giunta di Roberto Fico c'è l'assessore ai Trasporti e vicepresidente Mario Casillo. Non è ancora chiaro quali competenze saranno interessate dalla revisione, né se l'intervento comporterà modifiche esclusivamente organizzative oppure inciderà anche sull'attuale configurazione giuridica dell'ente.
Acamir è regolata dalla legge regionale numero 3 del 28 marzo 2002, che all'articolo 21 la definisce come un «ente dotato di personalità giuridica pubblica, nonché di autonomia gestionale, amministrativa, contabile, tecnica».
L'Agenzia svolge funzioni di supporto alla Regione e, quando richiesto, agli enti locali nella pianificazione degli investimenti e dei servizi di trasporto pubblico, nella gestione delle procedure di affidamento, nella predisposizione dei contratti di servizio, nel monitoraggio dei trasporti e nella gestione della politica tariffaria. Le competenze comprendono anche la programmazione e il coordinamento della rete viaria regionale e il supporto alla realizzazione delle infrastrutture.
Nel tempo le attribuzioni dell'Agenzia sono state ampliate, anche con interventi legislativi successivi alla sua istituzione. Nel 2024, per esempio, sono state aggiunte funzioni di supporto alla pianificazione dell'allontanamento dalle aree a rischio vulcanico e alla programmazione nel settore del trasporto merci e della logistica. L'ente non è una società per azioni e non ha un consiglio di amministrazione né un presidente. Gli organi previsti dalla legge sono il direttore generale e il Collegio dei revisori dei conti. Attualmente la direzione generale è affidata a Maria Teresa Di Mattia.
Il possibile cambiamento di assetto ha acceso l'attenzione della Funzione Pubblica Cgil di Napoli e Campania, che ha convocato per oggi, mercoledì 28 ottobre, un'assemblea sindacale del personale, dalle ore 14. La convocazione è firmata da Angela Pascale, responsabile territoriale della FP Cgil, all'assemblea parteciperà anche Luciano Nazzaro, segretario Funzioni Locali della FP Cgil Napoli e Campania.
Il primo punto all'ordine del giorno riguarda espressamente l'«Evoluzione dell'Agenzia e clausole di salvaguardia del personale». Si discuterà inoltre di contrattazione integrativa, Fondo risorse decentrate, trattamento economico accessorio, progressioni economiche e nuovo contratto collettivo nazionale 2025-2027. La posizione della Cgil è che il personale debba in ogni caso conservare il rapporto di pubblico impiego, con l'applicazione del contratto collettivo nazionale Funzioni Locali.
La preoccupazione riguarda l'eventualità che una trasformazione dell'assetto giuridico di Acamir possa determinare anche un cambiamento del contratto applicato ai dipendenti, con il passaggio a un diverso contratto di settore. È quanto avviene, per esempio, nelle società partecipate regionali come Soresa, società per azioni della Regione Campania che applica un contratto del settore privato, quello del Terziario.
La differenza non è secondaria. L'attuale natura pubblica di Acamir colloca il suo personale nell'ambito del pubblico impiego contrattualizzato, mentre un'eventuale trasformazione societaria porrebbe questioni diverse in materia di rapporto di lavoro, inquadramento e garanzie contrattuali. A quanto apprende Fanpage è volontà di Palazzo Santa Lucia di condividere ogni possibile variazione con sindacati e lavoratori e avviare sì un percorso, ma senza strappi.