Resta ai domiciliari don Gianfranco Roncone, ex sacerdote di Presenzano, in provincia di Caserta, arrestato due settimane fa su ordine del gip di Napoli con l'accusa di abusi sessuali su minori: il tribunale del Riesame ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza in merito al reato contestato; di contro, non sono stati ritenuti sussistenti i gravi indizi per i reati di induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico, per i quali Roncone resta comunque indagato.

Il sacerdote, originario di Sparanise (Caserta) era stato sospeso dalla Curia alla Vigilia di Natale, in seguito all'apertura di una inchiesta della Procura di Napoli nei suoi confronti per abusi sessuali su minori. La diocesi di Teano-Calvi aveva diramato la decisione attraverso il proprio sito Internet comunicando che la Messa di Natale, che Roncone celebrava in quella chiesa da 10 anni, sarebbe stata invece officiata dal vescovo Giacomo Cirulli.

Le indagini erano state svolte dai carabinieri della stazione di Variano Scalo e della Compagnia di Capua. Roncone era stato arrestato e sottoposto ai domiciliari lo scorso 7 aprile; secondo la Procura avrebbe pagato dei minorenni per avere dei rapporti sessuali con loro, ma il giudice che aveva emesso il provvedimento ai domiciliari aveva derubricato l'accusa in violenza sessuale.

I legali di don Roncone, gli avvocati Renato Jappelli e Dario Mancino, si erano appellati al Riesame per chiedere l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare del gip. I giudici del Riesame, però, hanno ritenuto fondati gli indizi di colpevolezza relativi a due episodi emersi nel corso delle indagini, tra cui quello riguardante un 17enne che sarebbe stato molestato sessualmente e che ha poi denunciato il prete.