A scuola col caldo, la lettera di Aurelia: “Qui le aule sono forni, siamo fermi a 35 anni fa”
Il cambiamento climatico irrompe a scuola in Campania: aule caldissime e istituti senz'aria condizionata. Racconta a Fanpage la tua situazione attraverso questa mail segnalazioni@fanpage.it o su questo sito dedicato.
«Noi abitiamo a Vico Equense e qui c'è un caldo infernale». Comincia così la lettera che Aurelia ha inviato a Fanpage.it a dieci giorni dal suono della prima campanella in Campania. Non è una protesta contro la scuola: è il contrario. «Sono sempre stata propensa con l'inizio dell'anno scolastico, ma no, quest'anno è una situazione alquanto insostenibile», scrive in una lettera a Fanpage. Il punto, per lei, non è la data, ma il posto in cui i ragazzi dovranno passare cinque o sei ore al giorno: «I ragazzi devono entrare in un forno crematorio e il caldo eccessivo non li aiuta certo a studiare». «Posso garantire che nella zona in cui abito ci ritroviamo con delle scuole medie ancora allo stato di 35 anni fa con mattonelle a terra d'epoca e bagni preistorici e senza palestra».
Il riferimento è alla discussione delle ultime settimane sul rinvio dell'apertura delle scuole in Campania, ipotesi circolata sui social e in qualche raccolta firme e che la Regione ha già escluso: si torna in classe martedì 15 settembre, perché l'anno scolastico deve durare per legge duecento giorni e slittare a fine settembre significherebbe finire a fine giugno, con lo stesso identico problema spostato di nove mesi. L'assessore all'Istruzione della giunta regionale, Andrea Morniroli, ha riconosciuto che il tema esiste ed è strutturale, annunciando un avviso pubblico per mappare gli istituti senza impianti di condizionamento e la volontà di portare la questione in Conferenza Stato-Regioni per ottenere stanziamenti dedicati – che mancano – e dotare di impianti gli istituti che ne sono privi.