In Polonia revisioni con foto e ispezioni contro la “Truffa Neapolski”: disegno di legge nell’agenda del Governo
Fotografie per documentare le revisioni tecniche obbligatorie, ispezioni e maggiori controlli nei centri autorizzati: la proposta, avanzata anche dal PBUK, l'organismo che rappresenta le compagnie assicurative polacche, ora è stata inserita ufficialmente nell'agenda legislativa del Governo di Varsavia. Si tratta di un passo avanti per contrastare la "Truffa Neapolski" (przekręt neapolski), come la chiamano i media locali: immatricolazioni fittizie con targa polacca di auto che, nei fatti, circolano abitualmente altrove. Le nuove modifiche, che dovranno passare al vaglio ed essere approvate, potrebbero diventare effettive nei primi mesi del 2027.
La notizia è stata diffusa il 2 settembre dalla Pap (Polska Agencja Prasowa), l'Agenzia di Stampa Polacca. Le novità in via di introduzione vanno a colpire il fenomeno "targhe polacche" che hanno invaso, in particolare, la provincia di Napoli. Il sistema funziona così: il veicolo, di proprietà di un cittadino di uno stato estero, viene venduto ad una società polacca, che lo reimmatricola e poi lo cede all'ex proprietario in noleggio; chi ricorre a questo sistema perde formalmente il possesso dell'auto o della moto, ma continua a usarla senza dover pagare assicurazione e bollo ma soltanto il canone. E il risparmio può essere significativo: circa 400 euro all'anno, rispetto agli oltre duemila euro che possono essere richiesti a Napoli per la sola Rc.
La pratica, però, ha causato un aumento considerevole dei costi per il sistema assicurativo polacco, che minaccia di ripercuotersi sugli automobilisti locali: sono aumentati gli incidenti all'estero causati da auto con targhe polacche, molti dei quali "sospetti". E alcuni di questi riguardano anche veicoli senza assicurazione: in questi casi a pagare è il PBUK che, dopo aver sborsato circa 40 milioni di euro, ha avviato centinaia di azioni legali in Italia con l'obiettivo di rivalersi sui proprietari ma anche sugli utilizzatori.
La stretta al vaglio del Governo va a colpire una delle tappe del sistema delle targhe polacche, ovvero quella della revisione obbligatoria che, per legge, va fatta esclusivamente in Polonia. Una norma finora aggirata in modo da tagliare qualsiasi costo di spostamento: il veicolo non si sposta mai dall'Italia, viaggiano solo i documenti e la revisione viene certificata grazie a complicità locali. Per questo aspetto già nei mesi scorsi sono state arrestate diverse persone, ritenute legate a un gruppo di società e intermediari specializzate nelle immatricolazioni fittizie in Polonia.
La richiesta di materiale fotografico andrebbe a bloccare questo sistema, e le ispezioni e l'istituzione di appositi registri sarebbero una ulteriore misura di sicurezza. Inoltre il disegno di legge, sempre nell'ottica di un maggiore monitoraggio sui centri di revisione, prevede che i capi distretto (starost), responsabili delle amministrazioni dei distretti polacchi, potranno imporre sanzioni ai tecnici e alle imprese che effettuano i controlli.