Cento dipendenti dell'Asia, l'azienda che si occupa della raccolta rifiuti a Napoli, sono attualmente isolati o positivi Covid e non potranno lavorare nei prossimi giorni o, molto probabilmente, nelle prossime settimane; a spiegarlo in un comunicato è la stessa società, che ha fatto sapere di aver chiesto un impegno di lavoro straordinario ai propri dipendenti e di avere fatto ricorso a contratti a tempo per assicurare il servizio nonostante la forte carenza di organico dovuta al coronavirus, ma la situazione inevitabilmente provocherà delle forti conseguenze negative sui livelli del servizio.

"La seconda ondata della pandemia – si legge nel comunicato, pubblicato sul sito ufficiale dell'azienda – purtroppo non ha risparmiato Asia Napoli SpA che, ad oggi, conta circa 100 lavoratori interessati da misure sanitarie restrittive. Fortunatamente, nessun lavoratore presenta una gravità della malattia tale da richiedere terapie intensive e gli ospedalizzati sono poche unità. Tuttavia, l'assenza dal lavoro di un centinaio di lavoratori si protrarrà per settimane, con una ricaduta negativa importante sui livelli di servizio che la città richiede. Al fine di garantire, comunque, il massimo svolgimento dei servizi programmati e di quelli aggiuntivi, l'azienda ha provveduto a richiedere un maggior impegno di lavoro straordinario ai suoi dipendenti ed è ricorsa all'impiego di lavoro somministrato per tutto il periodo nel quale sarà necessario provvedere all'integrazione degli equipaggi per lo svolgimento dei regolari servizi di igiene urbana e raccolta dei rifiuti".

L'azienda, augurando pronta guarigione ai propri dipendenti e ringraziando il personale che sta sopperendo alle carenze di organico, "invita la cittadinanza a comprendere lo sforzo straordinario che è richiesto alla nostra azienda in questa particolare circostanza" e precisa che, d'intesa con l'Amministrazione Comunale, "ogni sforzo sarà compiuto per assicurare il più regolare servizio alla città, nell'auspicio di non essere ancor più duramente colpiti dalla pandemia".