A Napoli protesta dei giornalisti Rai durante la presentazione dei palinsesti: c’è anche Ranucci

I giornalisti Rai hanno manifestato quest'oggi all'esterno della sede di via Marconi, dove si stava tenendo la presentazione dei palinsesti della nuova stagione. Alla loro protesta, che va avanti da settimane, si sono uniti anche personalità della politica, come Dario Carotenuto (Movimento Cinque Stelle) e Luigi De Magistris, ex sindaco di Napoli. Tra i volti noti dei giornalisti presenti alla manifestazione, anche Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, tra i programmi di inchiesta più famosi d'Italia, che ha scelto di non prendere parte alla presentazione all'interno.
"Ci hanno tagliato quattro puntate, significa che ai miei collaboratori che non hanno i minimi garantiti al 94% come alcuni conduttori catapultati dalla politica, dev'essere tagliato il 14% della retribuzione": così lo stesso Ranucci ai cronisti presenti all'esterno della Sede Rai di Napoli, ha ribadito i motivi della protesta, che riguarda anche il proprio programma televisivo. "Oggi sto fuori con la mia squadra a cui devo chiedere scusa perché non sono stato in grado di difenderla. A loro vengono tagliati dai 5 ai 6mila euro su uno stipendio annuale di 40mila euro. È un impatto importantissimo. Questo lo difenderò fino alla fine. Ho sempre detto", ha aggiunto ancora Ranucci, "che la Rai è la mia casa. Devo dire che mi sento sempre meno in casa in questi ultimi tempi per vari motivi. Quello che è brutto è che non mi posso fidare, io ho avuto la fortuna di lavorare con tantissimi direttori, Di Bella, Di Mare, Vianello, tutti hanno avuto le rotture di scatole da parte della politica ma nessuno ha mai accettato un ridimensionamento di Report".
"Oggi siamo a Napoli, davanti alla sede Rai accanto ai giornalisti precari che chiedono un giusto contratto, per dire con forza che non ci stiamo a questa fiera dell'ipocrisia", ha scritto in una nota Dario Carotenuto, capogruppo M5S in commissione di vigilanza Rai, "Mentre all’interno si presentano con entusiasmo i nuovi palinsesti, fuori c’è chi ricorda cosa dovrebbe essere davvero il servizio pubblico: un’informazione libera, indipendente, fondata sul merito e sulla qualità. Assistiamo invece al paradosso di un’amministratore delegato che racconta di aver aumentato le ore di approfondimento, ma lo fa proprio mentre vengono tagliate puntate e risorse alle trasmissioni che più di tutte hanno fatto dell’inchiesta il loro marchio", ha concluso il deputato pentastellato.