A Ferragosto il mare non si tocca: l’antica credenza dell’Assunta tra Procida e i borghi marinari

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Una delle spiagge dell'isola di Procida, nel golfo di Napoli
Una raccomandazione che ha accompagnato numerose generazioni meridionali: a Ferragosto niente mare.

«Oggi è la Madonna Assunta, non si fa il bagno». A Procida, ma come del resto in diverse località di mare della Campania e più in generale del Meridione, questa frase ha accompagnato l’infanzia di intere generazioni. A pronunciarla erano soprattutto le madri e le nonne, spesso con un tono che non ammetteva repliche. Il 15 agosto si poteva andare in spiaggia, pranzare, passeggiare. Entrarvi, però, era un'altra cosa.
Dietro quell’avvertimento non c’era una semplice raccomandazione alla prudenza. C’era la convinzione, più profonda e inquietante, che nel giorno dell’Assunzione il mare diventasse pericoloso e potesse “prendersi” qualcuno.

Sull'«isola di Arturo» da sempre il mare non è mai stato soltanto un luogo di svago. Per secoli ( e in parte ancora oggi ) ha rappresentato lavoro, sostentamento, viaggio e separazione, ma anche pericolo, lutto e incertezza. È in questo rapporto quotidiano, fatto di familiarità e timore, che credenze come quella del bagno proibito trovavano terreno fertile. In quel mare che aveva dato tutto all’isola, ma anche portato via tanto, padri, figli e mariti, ogni incidente diventava memoria collettiva; ogni annegamento alimentava racconti, ammonimenti e paure.

Il divieto del bagno a Ferragosto apparteneva a questo linguaggio. Del resto in una piccola comunità, inoltre, la notizia di un incidente rimaneva impressa per decenni. Bastava che un annegamento fosse avvenuto intorno al 15 agosto perché la coincidenza venisse trasformata in conferma della leggenda. Il racconto passava di casa in casa, perdendo progressivamente nomi, date e circostanze, fino a diventare una regola generale: a Ferragosto il mare reclama una vittima.

Oggi, invece, sulle spiagge di Procida e non solo, si nuota, si gioca e si prende il sole. La vecchia proibizione ha perso gran parte della sua forza, soprattutto tra le generazioni più giovani. Eppure, nelle conversazioni familiari, può ancora riaffiorare quell’antico ammonimento: «A Ferragosto non si fa il bagno». Qualcuno lo ripete sorridendo, altri evitano ancora di entrare in acqua, non tanto per convinzione quanto per rispetto verso una voce ascoltata fin dall’infanzia. È il potere delle tradizioni orali: continuano a influenzare i comportamenti anche quando non si crede più davvero alla loro spiegazione.

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