Nonostante le polemiche, resta anche nel 2018 il bonus cultura per i 18enni. Questo dovrebbe prevedere l'articolo 7 del decreto Milleproroghe, di cui hanno iniziato a circolare le bozze e che dovrebbe essere varato dal governo la prossima settimana, come ha confermato ieri il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro. Negli 11 articoli del decreto anche le norme sulle intercettazioni, la cui entrata in vigore viene rimandata al 31 marzo prossimo.

Il buono di 500 euro per i 18enni, da spendere in prodotti culturali, era stato istituito dal governo Renzi nel 2015. Il problema era stato posto il 15 giugno scorso dal Consiglio di Stato, che aveva stabilito che per l'erogazione del bonus nel 2018 e nel 2019 sarebbe stata necessaria una norma apposita. Nell’ultima legge di bilancio, infatti, il governo Gentiloni aveva approvato il finanziamento senza però prevedere una precisa norma giuridica che permettesse di erogarlo. Il giorno successivo il ministro dei Beni e delle Attività culturali Alberto Bonisoli aveva dichiarato che, forse, si potevano spendere diversamente i fondi: "Meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe", aveva detto. Alcuni giorni fa, in risposta a un'interrogazione del Partito Democratico, il ministro aveva già annunciato la proroga, aggiungendo che dal 2020 il progetto diverrà strutturale, e sarà rivolto non solo a 18enni, con interventi nelle scuole per incidere a lungo termine nel consumo di prodotti culturali.

Le norme sulle intercettazioni non entreranno in vigore il 26 luglio. L'obiettivo del governo, da qui al 31 marzo 2019, è quello di modificare la legge voluta da Andrea Orlando e all'epoca criticata dalle opposizioni, ma anche da magistrati e avvocati: l'ex ministro aveva fatto approvare un controverso meccanismo per evitare che conversazioni private, e non rilevanti ai fini delle indagini, fossero pubblicate dai giornali o finissero tra gli atti del processo. Durante la presentazione della linee guida del suo mandato il nuovo ministro della Giustizia Alfonso Bonafede aveva dichiarato: “Sarà fermata la riforma delle intercettazioni”, in quanto “le modifiche introdotte appaiono come un dannoso passo indietro sulla strada della qualità ed efficacia delle indagini e rispetto alla corretta distribuzione dei compiti funzionali tra i diversi soggetti coinvolti".

All'interno del pacchetto anche altre misure, come la proroga delle graduatorie delle scuole anche per il prossimo anno scolastico, in relazione alle assegnazioni temporanee e per le destinazione all'estero. Slitta la scadenza per presentare la certificazione dei danni subiti per il terremoto in Abruzzo del 2009, ora fissato “al trecentesimo giorno successivo alla comunicazione di avvio del procedimento di recupero” indicato dal Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo 2018. Estesi anche al triennio 2018-20 i criteri previsti per il periodo 2015-17 relativi alle forme premiali nel riparto fra le Regioni dei fondi per il Servizio sanitario nazionale. Il mandato in scadenza di presidenti di provincia e consiglieri provinciali viene prorogato al 14 ottobre, quando si terranno le elezioni in un'unica tornata.

Parte dal 2019 la collaborazione fra Inps e Agenzia delle entrate necessaria a mettere a punto la dichiarazione sostitutiva unica per l'Isee, l'indicatore della situazione economica equivalente. Slittano al 31 dicembre 2019 i rendiconti dei lavori fatti per la messa in sicurezza delle scuole. Sospese fino al 15 febbraio 2019 molte delle norme attuative sulla partecipazione a distanza ai processi per le persone sottoposte ai programmi di protezione. Viene prorogata al primo gennaio 2022 la sezione distaccata del tribunale di Napoli ad Ischia. Rimandato di un mese il termine per la consegna delle infrastrutture per le Universiadi che Napoli ospiterà il prossimo anno. La denuncia del possesso di piante esotiche invasive viene spostata al 31 agosto 2019.