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Violentò sessualmente la figlia di 12 anni in affido: 50enne condannato a 10 anni

Il Tribunale di Sondrio ha condannato un uomo di 50 anni a 10 anni di reclusione con l’accusa di violenza sessuale aggravata su una ragazzina di 12 anni, sua figlia in affido.
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Un uomo di 50 anni è stato condannato a 10 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazzina di 12 anni che si trovava in casa sua e della moglie, in Valchiavenna, in affido familiare insieme alla sorella. La condanna è stata pronunciata questa mattina giovedì 18 giugno, dal Tribunale di Sondrio.

Secondo quanto ricostruito, i fatti si sarebbero verificati a luglio 2025, quando le due sorelle erano ancora entrambe minorenni.

Al termine delle indagini delle forze dell'ordine l’uomo è stato arrestato e inizialmente detenuto nel carcere di Sondrio, per poi essere trasferito in un istituto penitenziario del Pavese. La minore invece è stata successivamente collocata in una struttura protetta, mentre la sorella maggiore è nel frattempo diventata maggiorenne.

La sentenza è arrivata al termine del processo con rito abbreviato davanti al giudice Antonio De Rosa, il quale accogliendo la richiesta avanzata dall’accusa, ha riconosciuto la violenza sessuale aggravata mediante induzione. Il pubblico ministero Daniele Carli Ballola aveva chiesto 11 anni e mezzo di reclusione, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Romualdi, aveva sollecitato la riqualificazione del fatto in atti sessuali con minorenne, escludendo l’induzione dai fatti.

Secondo quanto ricostruito in sentenza, la condotta contestata avrebbe assunto i contorni di una persuasione e pressione psicologica tali da incidere sulla volontà della giovanissima vittima, configurando così la fattispecie più grave.

In aula era presente anche l’avvocato morbegnese Paolo Petroncelli, legale della parte civile su incarico del tutore della minore, l’avvocata Danisa Mazzoni.

“Prendo atto della decisione del giudice, anche se ritengo che il reato contestato non sia coerente con quanto accaduto. Vista la gravità dei fatti non abbiamo chiesto l’assoluzione. Ora attendiamo di leggere le motivazioni”, ha commentato a margine dell’udienza l’avvocato difensore Francesco Romualdi.

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