Il momento in cui uno dei tre condannati aveva versato la sostanza nel drink della vittima (frame dal video diffuso dai carabinieri)
in foto: Il momento in cui uno dei tre condannati aveva versato la sostanza nel drink della vittima (frame dal video diffuso dai carabinieri)

Diventa definitiva la condanna per i tre uomini che nell'aprile del 2017 violentarono una ragazza, all'epoca 22enne, dopo averle versato la cosiddetta "droga dello stupro" nei cocktail. Anche la Cassazione, come riporta infatti il quotidiano "Il Giorno", ha confermato le condanne nei confronti di Marco Coazzotti, Mario Caputo e Guido Garnieri. I primi due devono scontare 12 anni di carcere: il terzo, il più giovane del gruppo, 8 anni e mezzo. Tutti rispondevano di violenza sessuale con l'aggravante dell'utilizzo di droga.

La serata in un locale, poi lo stupro

I fatti contestati si erano svolti tra la sera del 13 aprile 2017 e il mattino seguente tra un locale milanese in via Crema, zona Porta Romana e l'appartamento di uno dei tre imputati a Bellusco, in provincia di Monza e Brianza, dove si era consumato lo stupro di gruppo. Nel locale era invece avvenuto l'incontro tra i tre e la ragazza, conoscente dello stesso Coazzotti che pensava di trascorrere una normale serata tra amici e invece si trovò coinvolta in un dramma che le ha causato gravi conseguenze. Durante la serata nel locale, infatti, come confermato dalle telecamere di videosorveglianza, uno dei tre condannati aveva versato per ben tre volte nei cocktail della giovane un particolare tipo di benzodiazepine, sostanze classificabili assieme ad altre come "droga dello stupro" perché in grado di inibire lo stato di coscienza di chi le assume.

A quel punto i tre ragazzi, assieme alla 22enne ormai in balìa degli effetti delle sostanze assunte, si erano spostati con la scusa di un karaoke nell'appartamento di Caputo. Qui, mentre la ragazza era in stato di incoscienza, i tre uomini l'avevano violentata a turno. La ragazza si risvegliò dopo ore, stordita, senza rendersi subito conto di quanto le era successo, e venne riaccompagnata dai tre che cercarono anche di confonderla rispetto alla nottata appena trascorsa. Tornata a casa aveva però avuto dei flash e si era quindi recata alla clinica Mangiagalli, dove le avevano confermato l'avvenuta violenza sessuale. Le analisi a cui si è sottoposta avevano inoltre evidenziato un livello di benzodiazepine di molto superiore alla norma.

Le indagini erano durate otto mesi

A quel punto erano partite le indagini dei carabinieri, che avevano richiesto mesi per via dei necessari accertamenti: due degli imputati erano stati incastrati dalle tracce di Dna, il terzo dalle intercettazioni ambientali e telefoniche tra gli altri due. A incastrare il trio anche le immagini delle telecamere del locale, che avevano ripreso i momenti dell'alterazione dei cocktail destinati alla giovane vittima. Fin dal primo grado di giudizio i giudici hanno riconosciuto la colpevolezza dei tre imputati, per i quali adesso la condanna è diventata definitiva.