Incendio Milano, brucia grattacielo in via Antonini
29 Settembre 2021
11:23

Un mese fa l’incendio di via Antonini a Milano, gli inquilini: “Abbiamo bisogno di case ora”

Un mese fa, il 29 agosto, la Torre dei Moro in via Antonini a Milano prendeva fuoco. In pochi minuti 60 famiglie hanno perso tutto. A 30 giorni dal rogo proseguono le indagini per stabilire le cause che hanno portato all’incendio dal quale sono miracolosamente tutti usciti illesi. Gli inquilini oggi hanno organizzato una manifestazione per chiedere urgentemente una soluzione abitativa per le loro famiglie, protestando contro quello che loro hanno definito “l’abbandono delle istituzioni”
A cura di Simona Buscaglia
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Incendio Milano, brucia grattacielo in via Antonini

È passato un mese dall'incendio della Torre dei Moro, in via Antonini, nella zona Sud di Milano. Il 29 agosto un incendio ha divorato l'intero grattacielo in pochi minuti, lasciando miracolosamente tutti illesi, complice anche le vacanze ancora in corso, ma mettendo in mezzo a una strada 60 famiglie, molte delle quali con figli a carico. Oggi pomeriggio alle cinque, dietro la zona sequestrata, gli inquilini hanno organizzato una manifestazione per chiedere che non cali l'attenzione perché "al momento non abbiamo una soluzione abitativa chiavi in mano" dice a Fanpage.it Mirko Berti, il portavoce dei condomini che hanno perso tutto nel rogo. I fondi stanziati dal Comune hanno presentato delle criticità: molti, ripete Berti, riceveranno solo spiccioli, e anche la collaborazione con le banche non è stata coordinata e puntuale come era stato promesso nell'incontro a Palazzo Marino con il sindaco Sala, una settimana dopo il disastro.

A che punto sono le indagini per capire le cause del rogo

Sono in corso le indagini per capire quale sia stata la causa del rogo della Torre dei Moro. Tante le ipotesi che si sono succedute in questi trenta giorni: dall'effetto lente a una cicca spenta male e gettata da uno degli ultimi piani. Al momento nessuna certezza. Le indagini, coordinate dall'aggiunto Tiziana Siciliano e dal pubblico ministero Marina Petruzzella, stanno andando avanti raccogliendo tutti i documenti per cercare falle nella sicurezza ma non si escludono cause accidentali. Intanto la Procura, a poco più di una settimana dall'incendio, aveva disposto il sequestro della Torre: agli ultimi piani potevano accedere solo le squadre investigative dei vigili del fuoco. Inizialmente si era anche parlato di alcuni materiali che non sarebbero stati idonei ad essere installati su un grattacielo. Fanpage.it ha intervistato un esperto che ha "scagionato" l'alluminio come responsabile e ha puntato invece i riflettori sui materiali isolanti.

La solidarietà del quartiere e l'appello degli inquilini: "Non abbandonateci"

 

Già nelle prime ore a ridosso dell'incendio la macchina della solidarietà del quartiere si era avviata per aiutare le famiglie sfollate: postazioni per lo smartworking, centri estivi per i bambini che erano in attesa dell'inizio della scuola e tante donazioni. All'Iban creato per la raccolta fondi sono arrivati 167 mila euro, 14 mila di questi provenienti dalle donazioni dirette alla parrocchia. Oggi in manifestazione verrà comunque posto l'accento sulla questione abitativa, la più urgente e quella che preoccupa di più gli inquilini: "Le soluzioni abitative proposte dal Comune di via Sciesa e di via Anfossi se qualcuno di noi le volesse e ha un reddito superiore ai 40mila euro deve andare a negoziare con i sindacati degli inquilini per l'innalzamento della soglia – aveva raccontato Berti a Fanpage.it – quindi che noi abbiamo perso tutto, dobbiamo fare anche i negoziatori? Vuol dire che tu Comune di Milano mi stai dando delle soluzioni abitative non chiavi in mano". Per gli appartamenti di via Merezzate a Rogoredo e di via Antegnati, che è quella che interessa di più perché non dovrebbero spostarsi troppo dal quartiere, mancano alcune condizioni. In via Merezzate ad esempio "la soglia che non si può superare è di 16mila euro come reddito complessivo" aveva concluso Berti.

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