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Incendio Milano, brucia grattacielo in via Antonini
23 Settembre 2021
13:34

Incendio via Antonini, alle famiglie sfollate donati 167mila euro: “Non abbandonateci”

Sul conto per le famiglie sfollate di via Antonini 32 e 34 sono stati raccolti 167 mila euro. Gli inquilini della Torre dei Moro, andata a fuoco il 29 agosto, chiedono però di non essere abbandonati. Le spese a cui devono fare fronte sono costanti soprattutto per il futuro: “Le banche hanno sospeso le rate per un anno ma noi in un anno non riusciremo a tornare nel grattacielo, dopo come faremo?”. Sono le preoccupazioni anche di chi ha una famiglia e deve trovare un alloggio dignitoso per i propri figli. Intanto, da settimana prossima, il servizio di vigilanza dell’area della Torre sarà a carico degli inquilini.
A cura di Simona Buscaglia
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Incendio Milano, brucia grattacielo in via Antonini

È passato quasi un mese da quel 29 agosto dove hanno perso tutto. Gli inquilini di via Antonini 32/34 proseguono la loro battaglia quotidiana con l'incertezza. Una casa non ce l'hanno e le soluzioni abitative proposte dall'amministrazione comunale "spesso hanno dei vincoli sul tetto massimo di reddito che le rendono di fatto impraticabili per noi" ripete ai microfoni di Fanpage.it Mirko Berti, il portavoce dei condomini della Torre dei Moro. Dal Comune, dopo la delibera, criticata in diversi aspetti già la settimana scorsa "non si sono fatti più sentire – ha aggiunto Berti – anche l'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran, con cui prima avevamo assidue comunicazioni, ora non risponde più: viviamo questo senso di abbandono palpabile da parte delle istituzioni. Non dobbiamo però essere dimenticati".

Tante le dimostrazioni di vicinanza: dalla parrocchia 14 mila euro

Gli inquilini del grattacielo di via Antonini hanno però ricevuto tanta vicinanza dal quartiere e dai cittadini che hanno deciso di donare qualcosa. Sul conto che è stato creato per aiutare le famiglie di sfollati: "abbiamo raggiunto 167 mila euro – ha aggiunto Berti – tra cui una donazione dalla nostra parrocchia 14 mila euro. Il comune di Assago ha poi deliberato un aiuto per noi di circa 20 mila euro". Aiuti che verranno utilizzati anche per le spese straordinarie che gli inquilini dovranno affrontare, tra queste anche quelle di vigilanza della Torre: "La prefettura da venerdì, o al massimo da lunedì, leverà il servizio di vigilanza, ci è stato detto che non ci sono abbastanza pattuglie nell'area di Milano per portare avanti questo servizio. Ci dovremo affidare a una società di vigilanza e pagarla di tasca nostra, anticipando i soldi, sperando che poi l'assicurazione risarcisca anche questi".

Proseguono le bonifiche del grattacielo ma il problema abitativo rimane

Proseguono intanto le bonifiche del grattacielo da parte dei vigli del fuoco: "Stanno levando le macerie dagli appartamenti più colpiti, tra cui c'è anche il mio  – ha precisato il portavoce degli inquilini – Questa mattina ho recuperato l'unica cosa che non è andata bruciata: una catenina della Cresima". Nel pomeriggio verrà data poi la possibilità agli inquilini di accedere ai box per recuperare altri effetti personali. Oggi l'amministratore del condominio avrà un incontro con il funzionario del Comune per il coordinamento con le banche: "Le condizioni sono in quasi tutti i casi quelle di una sospensione delle rate del mutuo e degli interessi per un anno ma noi sappiamo benissimo che in un anno non torneremo in via Antonini, quindi cosa facciamo? – ha detto a Fanpage.it Marco, uno degli inquilini della Torre – Io ho una famiglia, ho due figlie, una va al liceo e una all'ultimo anno di asilo. Sto cercando una casa qui in zona per dare loro la possibilità di seguire le lezioni e l'asilo nello stesso istituto dell'anno scorso, per evitare un trauma ulteriore, ma il problema abitativo rimane. La verità è che non esiste un aiuto per un ceto medio in difficoltà, come nel nostro caso". Intanto, alcuni degli inquilini hanno avuto la fortuna di essere ospitati gratuitamente o a prezzi convenzionati in alcuni immobili a disposizione dei dipendenti delle aziende per cui lavorano "ma non tutti hanno questa fortuna" ha concluso Marco.

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