Ucciso nei boschi di Marnate e abbandonato a Castellanza: si indaga sul legame con lo spaccio

Immagine
(Immagine di repertorio)
Ucciso a colpi di pistola nei boschi di Marnate e poi abbandonato a Castellanza: l’ipotesi degli investigatori sulla morte del 40enne e il presunto collegamento con i boschi dello spaccio di Rugareto (Varese).

È stato ucciso a colpi di pistola nei boschi di Marnate e poi scaricato nel parcheggio di via Piemonte a Castellanza (Varese). È questa, al momento, la ricostruzione avanzata dagli investigatori sulla morte del 40enne di origini marocchine che ha perso la vita lo scorso 29 agosto.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli investigatori sarebbero riusciti a circoscrivere il luogo in cui potrebbe essere avvenuta la sparatoria. La pista conduce ai boschi di Marnate, nell'area del Rugareto, territorio da tempo conosciuto per la presenza di attività di spaccio e già teatro, negli anni, di episodi di violenza. In particolare, l'ipotesi al vaglio degli inquirenti è che il 40enne sia stato raggiunto da uno o più colpi di arma da fuoco all'interno dell'area boschiva e che, successivamente, sia stato trasportato fino a Castellanza. Qui sarebbe stato abbandonato, ancora agonizzante, nel parcheggio di via Piemonte, dove è stato trovato nella notte tra lo scorso sabato 29 e domenica 30 agosto.

A stabilire con maggiore precisione la dinamica dell'accaduto saranno ora gli accertamenti medico-legali. Per questo la salma è stata trasferita a Pavia dove si svolgerà l'esame autoptico. Un passaggio fondamentale per chiarire le cause e l'ora del decesso, oltre a fornire ulteriori elementi utili a ricostruire gli ultimi momenti di vita della vittima.

Sul movente, invece, gli investigatori starebbero valutando diverse ipotesi. Tra quelle considerate vi sarebbe anche un possibile collegamento con il mondo dello spaccio di stupefacenti che da anni interessa i boschi del Rugareto. Al momento, tuttavia, non vi sono elementi sufficienti per affermare con certezza che l'omicidio sia maturato all'interno di una guerra tra gruppi criminali. Saranno gli accertamenti e gli eventuali riscontri investigativi a stabilire se esista un legame tra la vittima e le attività illecite presenti nell’area.

I boschi del Rugareto

Il Rugareto, che comprende vaste aree boschive tra diversi comuni del Basso Varesotto, è da tempo indicato dalle amministrazioni locali come una delle zone maggiormente interessate dallo spaccio all'aperto. Negli anni, infatti, non sono mancati gli interventi delle forze dell'ordine. Operazioni di controllo e bonifica sono state condotte anche con l'impiego dei Cacciatori delle Alpi, proprio per contrastare un'attività che trova nei sentieri e nelle zone più isolate del bosco condizioni favorevoli per proliferare.

Anche le amministrazioni comunali hanno cercato di intervenire con misure concrete, modificando in alcuni punti la gestione della vegetazione ai margini delle aree boschive per rendere più complicata la sosta delle automobili e l'accesso della clientela. Nonostante questo, le segnalazioni non si sarebbero fermate e, nel tempo, il fenomeno avrebbe cominciato a interessare anche altre aree del Basso Varesotto, comprese Nizzolina e Cairate. In quest'ultimo territorio, in particolare, negli anni sarebbero state raccolte diverse segnalazioni sulla presenza stabile di gruppi dediti allo spaccio nelle zone boschive. Alcuni proprietari dei terreni avrebbero, inoltre, installato sistemi di videosorveglianza, documentando un movimento consistente di persone e automobili.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views