Uccide un 49enne e ferisce un 26enne nella panetteria del padre a Milano, Raffaele Mascia condannato a 20 anni

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Il luogo della sparatoria, a piazzale Gambara, Milano (foto Beatrice Barra - Fanpage.it)
Raffaele Mascia è stato condannato in primo grado a 20 anni per omicidio e tentato omicidio aggravati dai futili motivi. Il 15 febbraio 2025 aveva sparato e ucciso Ivan Disar e ferito Pavel Koresko all’interno della panetteria di suo padre in piazzale Gambara a Milano.

La Corte d'Assise di Milano ha condannato a 20 anni di reclusione in primo grado Raffaele Mascia, il giovane che il 15 febbraio 2025 ha ucciso con una pistola il 49enne Ivan Disar e ferito il 26enne Pavel Koresko all'interno della panetteria del padre in piazzale Gambara. Secondo il pm Carlo Enea Parodi, il 22enne, accusato di omicidio e tentato omicidio aggravato dai futili motivi, avrebbe sparato solo perché infastidito dai due clienti. Stando a quanto ricostruito dalle testimonianze, il 49enne e il 26enne avevano bevuto, ma non sarebbero stati in alcun modo molesti o minacciosi, con Mascia che avrebbe reagito in maniera ingiustificata e sproporzionata. La Procura aveva chiesto l'ergastolo e di trasmettere con la sentenza gli atti per le presunte dichiarazioni false del padre dell'imputato, ma l'istanza non è stata accolta.

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Disar e Koresko erano entrati nella panetteria di Mascia intorno alle 17 del 15 febbraio 2025. I due avevano ordinato una bottiglia di vino ed erano rimasti a berla nel locale. Poco dopo era arrivato Raffaele, che avrebbe avuto una conversazione con quei clienti. Nel giro di pochi istanti, l'allora 21enne ha impugnato una pistola calibro 38 che teneva sul retro della panetteria ed esploso quattro colpi contro il 49enne ucraino, poi deceduto al Policlinico, e altri due al connazionale 26enne, sopravvissuto dopo un'operazione al San Carlo.

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Ivan Disar

Raffaele Mascia è stato fermato due giorni dopo, il 17 febbraio, in piazza Venino e condotto in carcere a San Vittore su ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Luca Milani. Agli inquirenti aveva raccontato che Disar lo avrebbe minacciato dicendo che quella sera avrebbe ammazzato lui e il padre. Una versione che, però, non ha mai trovato riscontri nelle varie testimonianze. Secondo gli investigatori, invece, Mascia avrebbe agito solo perché infastidito dal fatto che fossero ubriachi, poiché non sarebbero stati molesti o violenti in alcun modo.

Con l'accusa di omicidio e tentato omicidio aggravati dai futili motivi, il pm Parodi durante l'ultima udienza ha chiesto la condanna all'ergastolo per Mascia. Oggi, lunedì 28 settembre, davanti alla Corte il 22enne difeso dall'avvocato Daniele Sussman Steinberg ha dichiarato di aver agito perché "schiacciato dalla paura, ho avuto paura di non farcela, me li sono trovati addosso, ho reagito e perso la testa", ribadendo di non aver mai voluto "uccidere nessuno". I giudici hanno, invece, deciso di condannarlo, in primo grado, a 20 anni con il riconoscimento delle attenuanti generiche prevalenti sull'aggravante dei futili motivi. Nel processo si sono costituiti parti civili i familiari di Dosar e del 26enne rimasto ferito.

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