Travolge e uccide due 21enni a Brivio, Krzysztof Lewandowski va ai domiciliari con braccialetto elettronico

È uscito dal carcere Krzysztof Jan Lewandowski, il 34enne accusato del duplice omicidio stradale di Giorgia Cagliani e Milena Marangon, travolte dal suo carro attrezzi la sera del 20 settembre scorso a Brivio (in provincia di Lecco). Il giudice per le indagini preliminari aveva disposto la misura cautelare alternativa lo scorso dicembre e avrebbe dovuto essere applicata il 7 gennaio. Tuttavia, Lewandowski ha dovuto aspettare fino a ieri, martedì 10 febbraio, a causa della mancanza del braccialetto elettronico. Il 34enne è stato, quindi, accolto in una comunità nella provincia di Milano, poiché non ha un domicilio idoneo dove poter scontare la misura.
L'incidente era avvenuto intorno alle 22 di sera del 20 settembre, quando a Brivio andava in scena la festa patronale. Cagliani, Marangon e una terza amica erano arrivate in auto e, dopo aver parcheggiato davanti a una palestra, si erano incamminate in fila indiana, sul margine della strada, per raggiungere la festa. Ad un certo punto, un carro attrezzi arrivato da dietro ha travolto le prime due 21enni, sfiorando la terza rimasta illesa.
Una telecamera di sorveglianza della zona aveva ripreso la sequenza e ha permesso agli investigatori di risalire a Lewandowski. Il 34enne, di origine polacca, ha dichiarato di non essersi accorto della presenza delle ragazze perché accecato dai fanali di un'altra auto. Una ricostruzione che non troverebbe riscontri nei filmati, nei quali si vede il veicolo arrivare solo dopo lo schianto. Dagli accertamenti era risultato positivo all'assunzione di cannabinoidi, che viaggiava a una velocità di 10 chilometri orari sopra il limite e che aveva guidato per quasi 14 ore facendo solo una breve pausa.
Il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Lecco lo scorso dicembre ha disposto il giudizio immediato per Lewandowski, il quale dovrà rispondere di duplice omicidio stradale aggravato. È stato, poi, disposto l'alleggerimento della misura cautelare con la concessione degli arresti domiciliari, condizionato dall'applicazione del "sistema elettronico di monitoraggio". Il 34enne avrebbe potuto lasciare il carcere il 7 gennaio, ma ha potuto farlo solo il 10 febbraio a causa dell'indisponibilità del braccialetto elettronico.