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13 Agosto 2022
14:10

Tira il freno d’emergenza di un treno e lancia pietre sulla A1: “Cercavo un passaggio, nessuno si fermava”

Al giudice Elsayed Donia, egiziano di 22 anni, ha spiegato perché ha fermato con il freno d’emergenza un treno dell’alta velocità, è sceso e ha lanciato pietre sull’A1: “Cercavo un passaggio per Milano”.
A cura di Giorgia Venturini
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Ha tirato il freno d'emergenza di un treno dell'alta velocità. È sceso e ha iniziato a lanciare pietre contro le auto che viaggiavano sulla A1 sperando che qualcuno si fermasse e gli offrisse un passaggio. Così ha spiegato al giudice Elsayed Donia, egiziano di 22 anni finito in manette prima di essere bloccato con il taser. Nella mattinata di oggi sabato 13 agosto è stato processato per direttissima nel Tribunale di Lodi e ha raccontato la sua versione dei fatti, ripresi dal Corriere della Sera. L'accusa è di resistenza a pubblico ufficiale, minacce e detenzione di arma. Ma cosa ha spinto il 22enne a lanciare sassi sulla A1?

Il ragazzo voleva raggiungere lo zio a Milano in auto

Il ragazzo, senza fissa dimora, era partito con il Frecciarossa Reggio Calabria-Milano dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella. All'altezza di Lodi ha però tirato il freno d'emergenza, è sceso dal treno e si è diretto verso l'autosole e creando l'inferno per gli automobilisti. "Mi hanno rubato il telefono alla stazione di Firenze Santa Maria Novella, mi hanno fatto tante cose brutte", ha raccontato al giudice in mattinata. Così il 22enne ha deciso di prendere il treno per andare a Milano dallo zio e recuperare soldi. "Non mi va più questa vita di merda. Poi ho fermato il treno e sono sceso. Mi sono diretto in autostrada, volevo un passaggio, ma nessuno si è fermato". A questo punto Elsayed Donia ha iniziato a lanciare sassi contro le auto. Il suo intento spiega che non era quello di ferite qualcuno "ma di parlare con qualcuno".

Il giudice: Uomo violento e pericoloso

Gli agenti della polizia una volta sul posto sono stati minacciati di morte dallo stesso arrestato che in aula si è difeso così: "Volevo solo fare del male a me, non ho mai minacciato i poliziotti". Per il sostituto procuratore Antonella Dipinto che indaga sull'accaduto "la condotta dell’uomo è stata minacciosa e violenta". Per fermare il ragazzo è stato necessario il taser. Il 22enne è in attesa della prossima udienza del processo.

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