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Storia della Prima alla Scala: polemiche e aneddoti sull’evento mondano più atteso di Milano

La Prima del Teatro alla Scala è l’evento mondano più atteso a Milano e non solo. La musica e la cultura sono grandi protagoniste, ma la Prima è anche un evento di costume, che si accompagna a contestazioni (all’esterno, ma anche all’interno del teatro), e rituali con i quali la borghesia cittadina celebra se stessa.
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A cura di Filippo M. Capra
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Interno del Teatro alla Scala di Milano
Interno del Teatro alla Scala di Milano (Flickr)

Placido Domingo diceva che "di tanti palpiti e di tante pene è davvero cosparso il cammino che conduce non a una semplice prima, ma alla Prima per antonomasia". E non poteva che fare riferimento alla Prima della Scala, opera d'apertura della stagione teatrale dell'importante teatro lirico milanese, che fino agli Anni '50 cadeva nel giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre. Dal 1951, però, il direttore d'orchestra Victor De Sabata decise di inaugurare la stagione anticipandola al 7 dicembre, giorno in cui a Milano si festeggia Sant'Ambrogio. In quell'occasione, sei anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, Maria Callas ottenne il suo primo trionfo meneghino cantando ne "I vespri siciliani". Ma dal palco del tempio della lirica sono passate, soltanto in epoca recente, altre grandi soprano come Renata Tebaldi e Montserrat Caballé, grandi direttori d'orchestra come Herbert von Karajan, Arturo Toscanini e Riccardo Muti, grandi registi come Giorgio Strehler, Luchino Visconti e Franco Zeffirelli ed étoile come Rudolf Nureyev e Carla Fracci.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante una Prima della Scala
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante una Prima della Scala

Tanti ospiti importanti hanno preso parte anche alle diverse Prime: tra loro impossibile non citare i diversi Presidenti della Repubblica tra cui Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, oltre ai tanti ministri, sindaci, governatori, sovrani stranieri (come la sovrana del Qatar Sheikha Mozar), stilisti (tra cui Dolce&Gabbana), scienziati (come il compianto Umberto Veronesi) e membri delle più importanti istituzioni internazionali, come l'attuale presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde. Di certo la Prima non è uno spettacolo che tutti si possono permettere: i prezzi partono da oltre 100 euro per i posti con visibilità limitata e arrivano a tremila euro per i palchi più esclusivi. Ma perché la Prima è così ambita e contemporaneamente così chiacchierata, seguita, insultata, criticata, insomma, al centro delle cronache per le 24 ore che la precedono e le 24 che la seguono?

La storia del Teatro Alla Scala e delle Prime

La facciata del Teatro alla Scala innevata
La facciata del Teatro alla Scala innevata

Il Teatro alla Scala, sorto al posto della chiesa di Santa Maria alla Scala (da cui il nome) per sostituire il Teatro regio Ducale, distrutto da un incendio, venne realizzato in stile neoclassico dall'architetto Giuseppe Piermarini e inaugurato il 3 agosto 1778. Il primo spettacolo ufficiale fu l'opera "L'europa riconosciuta" composta da Antonio Salieri su libretto di Mattia Verazi. L'inizio della stagione lirica, la Prima, per circa 150 anni coincise col 26 dicembre con la Stagione di Carnevale, che finiva alla vigilia della settimana di Carnevale, quando nel teatro venivano ospitati balli e veglioni: non deve stupire, dal momento che nei periodi più bui della sua storia la Scala è stata anche una sorta di bisca. Solo dal 1951, come scritto, la Prima della Scala si tiene regolarmente il 7 dicembre, giorno di Sant'Ambrogio, con un'importante e "storica" eccezione: lo scorso anno, il 7 dicembre 2020, la pandemia di Coronavirus ha infatti fermato anche quest'importante evento. Non c'è stata alcuna Prima in presenza e al posto della rappresentazione di un'opera è stata trasmessa in tv una serata di danza e musica con i migliori cantanti lirici del mondo dal titolo evocativo: "A riveder le stelle".

La nascita delle contestazioni sulla Prima e la loro trasformazione politica

Antagonisti davanti alla Scala durante una Prima
Antagonisti davanti alla Scala durante una Prima

Le prime contestazioni nacquero negli "anni caldi", a partire dalla fine degli anni '60, per la contrapposizione di classi sociali diametralmente opposte: da una parte c'era la borghesia aristocratica della Milano ricca, e dall'altra i giovani – principalmente dell'Università Statale, e tra loro il leader del movimento studentesco Mario Capanna, protagonista del primo storico lancio di uova del 7 dicembre '68 – che volevano accoglierli a loro modo davanti a teatro, consci che i rappresentanti della classe sociale sarebbero stati ben difesi dalle forze dell'ordine. Proprio queste, in realtà, furono il vero obiettivo delle proteste, cui si era arrivati dopo l'eccidio di Avola, dove durante una manifestazione due braccianti furono freddati dalla polizia che aveva aperto il fuoco ad altezza uomo. Era il 2 dicembre del 1968, cinque giorni prima della Prima.

Col tempo, l'evento lirico dell'anno è diventato non solo un punto di riferimento per l'allora e attuale borghesia milanese, ma è entrato con forza nelle logiche della tradizione italiana alla quale chiunque vuole partecipare vista la potenza dei fasci di luce dei proiettori che la illuminano: sfilare lungo la passerella, lasciarsi immortalare dai fotografi nelle mise più eleganti sono diventati parte di un vero e proprio rituale. Alle Prime è inevitabile la presenza delle istituzioni: dal sindaco della città al presidente del Consiglio, dagli esponenti di governo sino al Presidente della Repubblica e alla consorte, che sono presto diventati i nuovi bersagli dei manifestanti. Difficilmente importa il colore politico dei contestati, certamente importa che siano politici. Da Salvini a Renzi, da Monti a Berlusconi: tutti sono stati presi di mira, protetti dalla polizia che sistematicamente entra in contatto con i cosiddetti "antagonisti". E quest'anno la situazione non può che rispettare la scaletta.

Bagarre all'interno: "loggionisti" contro "palchisti"

Si sbaglia però chi pensa che la situazione sia più tranquilla all'interno del teatro. Nel 2017 ad esempio, alla Prima della Gazza Ladra di Rossini, due persone dei loggioni iniziarono a contestare con sonori "buuh" l'opera diretta da Riccardo Chailly, preso di mira in diversi altri momenti durante la rappresentazione e firmata da Gabriele Salvatores alla regia. Ai fischi di una parte hanno risposto gli applausi dell'altra, che hanno cercato di soffocare i versi dei loggionisti, sfociate infine in una guerra verbale dichiarata: i paganti dei palchi e della platea non si sono più risparmiati, inveendo contro i contestatori urlandogli: "Statevene a casa!", "Siete dei depressi!", "Avete rotto…", e così via.

L'interno del Teatro alla Scala
L'interno del Teatro alla Scala
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