Simone Gambirasio, il manager 36enne (Fonte: Instagram)
in foto: Simone Gambirasio, il manager 36enne (Fonte: Instagram)

"È assurdo che per ottenere un diritto basilare bisogna sempre fare un po' di caos. Io ho una disabilità e insieme a tanti altri disabili ho riscontrato diversi disagi nel prenotare la mia vaccinazione": a dirlo a Fanpage.it è Simone Gambirasio, un manager di 36 anni che da oggi, venerdì 9 aprile, avrebbe potuto prenotarsi sulla piattaforma di Poste Italiane per essere vaccinato contro il Covid così come le altre persone fragili che non sono seguite dai centri specialistici. Simone però non è riuscito a completare la prenotazione. E sembrerebbe non essere l'unico. Dopo diverse chiamate ai centralini di Regione, ha scoperto che la criticità riscontrata è legata a un problema burocratico.

I problemi burocratici

"Le prenotazioni sono state sbloccate il 9 aprile. Ieri a mezzanotte – racconta il 36enne a Fanpage.it – mi sono quindi collegato al portale. Dopo aver fatto l'accesso, ho inserito i miei codici e ho scoperto di non essere presente nelle liste degli aventi diritto. Io però vi rientro pienamente considerato che mi è stata riconosciuta, fin da quando ho un anno, la legge 104 comma 3. Ho anche pensato che magari non sono state inviate ancora tutte le liste, fatto sta che se non sono nel sistema non posso fare nulla". Visti i problemi riscontrati, il manager ha deciso di chiamare il numero verde e dopo un'ora di attesa è riuscito a parlare con un operatore: "Mi è stato risposto che loro non potevano far nulla e che avrei dovuto rivolgermi al medico di base per essere così inserito. Medico che poi si è attivato per potere avere maggiori delucidazioni da Regione". Stando a quanto riferito dal dottore, al momento però non sembrerebbe essere ancora attivo il canale predisposto alle segnalazioni: "A detta di Ats dovrebbe essere aperto il prima possibile e in quel momento sarà possibile segnalare eventuali problemi".

"Non esco più, ho bisogno che i miei caregiver vengano vaccinati"

A essere assurdo è il fatto che, nonostante rientri nella legge 104, il 36enne non sia stato inserito nelle liste inviate dall'Inps a Regione: "Io prendo un assegno di accompagnamento, del quale sono titolare. Sono quindi da sempre nelle liste considerato che sono invalido dalla nascita". Per Gambirasio però vaccinarsi è una condizione essenziale: "Sono chiuso in casa da marzo dell'anno scorso. Lavoro come manager e sono costretto allo smart working. Nonostante io non esca più, ho bisogno di assistenza. Le persone che si prendono cura di me, escono e potrebbero essere veicolo di contagio. Vorrei avere il vaccino per avere la possibilità di lavorare con serenità e per dare libertà a chi mi aiuta. Ho aspettato il mio turno e adesso che tocca a me voglio essere tutelato".

I disagi riscontrati da altre persone fragili

Il manager non è l'unico ad avere riscontrato queste criticità. In un post su Facebook in cui lamentava i problemi avuti, sono diversi gli utenti che hanno vissuto la stessa esperienza: "Non sono solo io ad aver avuto queste difficoltà. Io sono un rompiscatole, e voglio che siano tutelati sia i miei che i diritti degli altri. È assurdo però che per un diritto di base una persona debba fare casino". E a tal proposito, il 36enne lamenta una assenza da parte di Regione: "In altri territori, i disabili sono stati vaccinati. In Lombardia siamo ancora molto indietro. Ed è un po' il segno di una mancanza di attenzione nei nostri confronti".