Senza casa con due figli, Valentina dorme in ospedale: “Nessuno ci ha aiutati, non sapevo più dove andare”

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Senza casa con due figli, Valentina dorme in ospedale. “Lì mi hanno detto di lasciare l’università e pensare solo ai bambini”, ha denunciato la mamma a Fanpage.it, che sta cercando di ricostruirsi un futuro proprio attraverso lo studio.

Se anche tu, come Valentina, stai vivendo una situazione di emergenza abitativa o hai una storia simile da raccontare, puoi scrivere alla mail segnalazioni@fanpage.it o compilare il form che trovi cliccando qui.

"Mi hanno detto che devo lasciare perdere l'università e pensare soltanto a crescere i miei figli". È una delle frasi che Valentina, madre single di due bambini, ha raccontato a Fanpage.it di essersi sentita rivolgere da alcune operatrici incontrate durante la permanenza in ospedale. Oggi lei e i suoi figli sono ricoverati nel reparto di Pediatria perché dopo aver perso casa Valentina non è riuscita a trovare una sistemazione alternativa.

Una situazione di emergenza abitativa che, ha raccontato la mamma, si trascinerebbe da anni: "Nessuno è stato disposto ad affittarmi regolarmente un appartamento per la presenza di due figli minori, il fatto che il mio ex compagno fosse straniero irregolare e la difficoltà di dimostrare un reddito stabile", ha raccontato. Così, nonostante Valentina cerchi di ricostruirsi un futuro proprio attraverso lo studio, oggi si ritrova a dover dormire in ospedale, costretta a giustificare la propria aspirazione a diventare infermiera.

La storia di Valentina

Valentina è tornata in Lombardia dalla Sardegna a ottobre 2023 dopo aver trascorso quasi tre anni sull'isola per assistere il padre malato, portando con sé i figli, ancora piccoli. Una volta rientrata a Sesto San Giovanni, si è trovata ad affrontare una situazione complicata. "Non sono riuscita a trovare una casa in affitto regolare", ha spiegato a Fanpage.it. "Ho contattato numerosi proprietari, ricevendo ripetuti rifiuti anche per la presenza di due minori a carico e per l'assenza di una busta paga stabile". Una situazione resa ancora più complicata dalle difficoltà incontrate per iscrivere i figli a scuola: "Ho chiamato una cinquantina di istituti, ma i miei figli venivano rifiutati. Per un anno e mezzo non ho potuto lavorare, perché dovevo occuparmi di loro", ha aggiunto. "In quel periodo mi sono mantenuta grazie all'aiuto della mia famiglia e a qualche lavoretto occasionale".

Alla fine Valentina ha trovato un appartamento a Sesto San Giovanni, in un edificio di edilizia pubblica, che le viene però concesso tramite subaffitto irregolare a 900 euro al mese. "Ho accettato perché l'alternativa era finire in mezzo alla strada, ma non sapevo che si trattasse di un alloggio Aler né ero a conoscenza della situazione debitoria dell'intestatario", che, secondo quanto ha appreso in seguito, non pagava l'affitto dal 2018. La situazione è poi precipitata quando sono emerse le procedure di sfratto e Valentina si è ritrovata nuovamente senza una sistemazione. Nel frattempo, come dimostrano i documenti visionati da Fanpage.it, la donna ha denunciato l'ormai ex compagno per il mancato mantenimento dei figli e alcuni episodi legati all'uso e alla presenza di sostanze stupefacenti. Lo scorso giugno, poi, la donna si è rivolta ai servizi sociali di Sesto San Giovanni, "ma non è arrivato un aiuto concreto". Questo anche per un problema legato alla residenza: non avendo mai avuto un contratto regolare, Valentina non è riuscita a trasferire la propria residenza dalla Sardegna alla Lombardia. Una condizione che – di fatto – complica l'accesso alle misure di sostegno abitativo territoriali.

Così, dopo aver trascorso giorni pagando alberghi e sistemazioni temporanee, lo scorso 20 ottobre "ho capito di non avere più risorse per andare avanti". Su indicazione dei servizi sociali ha contattato il 112. Intervengono i carabinieri, che provano a cercare una sistemazione nelle strutture disponibili, senza successo. Vengono contattate anche la Croce Rossa e la polizia locale, che alla fine accompagna Valentina e i bambini in ospedale. Da allora i piccoli sono ricoverati in Pediatria e la madre resta con loro in reparto. Proprio durante la permanenza in ospedale, però, si sarebbe verificato un altro episodio che la donna ha deciso di segnalare. Secondo la sua testimonianza, alcune operatrici si sarebbero presentate per parlare con lei. Valentina ha riferito che le avrebbero contestato la sua situazione familiare, arrivando a prospettare una segnalazione al Tribunale per i minorenni qualora non avesse trovato una sistemazione entro pochi giorni, ipotizzando una sua incapacità di provvedere ai bisogni dei figli. "Mi hanno definita irregolare e mi han detto che dovevo lasciare perdere l'università e pensare a crescere i bambini", ha aggiunto, spiegando di essere iscritta nuovamente al corso di laurea in Infermieristica all'Università degli Studi di Milano, dopo aver dovuto ricominciare il percorso universitario che aveva interrotto negli anni delle gravidanze.

"Parole indegne", ha concluso Valentina a Fanpage.it, sottolineando la difficoltà di essere una madre sola, in una condizione di fragilità economica e abitativa, discriminata proprio quando cerca di emanciparsi attraverso lo studio e il lavoro. "Non posso essere costretta a scegliere tra essere madre e costruirmi un futuro. Voglio poter studiare, lavorare e dare ai miei figli una vita migliore".

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