"Porca pu…, se si avvicinano un'altra volta, avanziamo tutti quanti, spariamo (lacrimogeni, ndr) e cerchiamo di ammazzarli col fumo". L'agghiacciante frase pronunciata da un dirigente della polizia di Stato, e immortalata da un video di Fanpage.it, riassume in pieno la tensione che si è registrata nella notte di ieri a Milano, teatro (come altre città d'Italia, da Torino a Lecce) di una violenta manifestazione per protestare contro l'ultimo Dpcm e in generale contro le ulteriori chiusure decise da governo e regione Lombardia per fare fronte all'impennata di contagi da Coronavirus, che paradossalmente vedono come epicentro proprio il capoluogo lombardo.

Il corteo non autorizzato partito da piazzale Loreto: escalation di violenza

Circa un centinaio di persone si sono ritrovate verso le 20 in piazzale Loreto, a Milano, dando poi vita a un corteo non autorizzato. I manifestanti hanno sfilato per corso Buenos Aires, poi hanno piegato verso la stazione Centrale e si sono diretti verso Palazzo Lombardia, dove infine sono stati dispersi dalla polizia con un lancio di fumogeni. Nel corso del corteo si è assistito a un'escalation di violenza: dapprima sono state esplose bombe carta e accesi fumogeni, poi sono stati danneggiati dehors, un tram e diversi scooter, con le transenne che erano ancora in strada per la tappa finale del Giro d'Italia scagliate verso gli ingressi della metropolitana. I manifestanti hanno lanciato alcune bombe molotov, una delle quali ha sfiorato un'auto della polizia locale. Nei pressi della stazione Centrale il livello dello scontro si è alzato: un poliziotto è stato ferito al volto dal lancio di un oggetto. A quel punto la guerriglia era ormai esplosa: i manifestanti, alcuni con catene nelle mani, hanno iniziato un fitto lancio di pietre, bottiglie e petardi verso la sede della Regione.

È in questo contesto che si inserisce la frase del dirigente del commissariato Greco-Turro agli altri poliziotti schierati in assetto antisommossa: quel "spariamo" è riferito ai lacrimogeni, ma il resto della frase è certamente molto duro e da condannare in un momento in cui, in tutto il Paese, si assiste a un'escalation di tensione sociale. Alla fine il bilancio provvisorio della nottata di scontri parla di almeno due feriti, un poliziotto e un fotografo, e di 28 persone (tra cui 13 minori) denunciate tra i manifestanti. Nel pomeriggio di ieri il sindaco Beppe Sala, nel suo discorso in Consiglio comunale, aveva detto: "Le immagini di Napoli (gli scontri degli scorsi giorni, ndr) ci impressionano e, al di là di ogni valutazione in merito, non possiamo ignorare che condizioni come quelle attuali generano rabbia e frustrazione anche nella nostra città". Frustrazione e rabbia che poche ore dopo sono sfociate in violenza.