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Sciopero 15 maggio a Milano, stop di Atm ridotto per il concerto di Radio Italia: orari di bus, metro e tram

Il 15 maggio è previsto uno sciopero dei trasporti Atm a Milano. La mobilitazione partirà alle 8:45 e terminerà alle 15: l’orario è stato ridotto per il concerto di Radio Italia previsto proprio in Piazza Duomo. A rischio bus, tram e metro.
A cura di Ilaria Quattrone
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Il 15 maggio è in programma a Milano uno sciopero dei mezzi Atm, l'azienda trasporti milanesi. Potrebbero quindi esserci possibili disagi per metro, bus e tram. A indire la mobilitazione è stata l'organizzazione sindacale Al Cobas. Inizialmente la protesta doveva avvenire tra le 8:45 e le 15 per poi riprendere dalle 18 e fino a fine servizio. Il sindacato ha poi accolto l'invito della Prefettura che in vista del concerto di Radio Italia a Piazza Duomo, previsto proprio per il 15 maggio e che attirerà migliaia di persone, ha chiesto di ridurre l'orario della protesta. Lo sciopero, come riportato sul sito di Atm, quindi riguarderà la fascia oraria compresa dalle 8:45 alle 15.

Sciopero Atm a Milano il 15 maggio: gli orari di bus, metro e tram

Come anticipato nell'introduzione, per venerdì 15 maggio è prevista una mobilitazione organizzata dall'organizzazione sindacale Al Cobas. Autobus, metro e tram potrebbero non essere garantiti tra le 8.45 e le 15. Questo significa che l'ultimo treno o mezzo in superficie partirà dal capolinea alle 8.45. Sarà possibile sapere quali mezzi saranno coinvolti solo qualche secondo prima l'inizio dello sciopero. Dalle 15, il servizio poi riprenderà regolarmente e proseguirà fino all'orario di termine.

La decisione di limitare la protesta per il concerto di Radio Italia in Piazza Duomo

Inizialmente, infatti, la mobilitazione doveva riguardare anche la fascia oraria delle 18 e fino al termine del servizio. Poi, essendoci il concerto di Radio Italia a Piazza Duomo che, come ogni anno, raccoglie centinaia di migliaia di persone; il sindacato ha accolto l'invito della Prefettura che ha chiesto di poter ridurre l'orario. Da qui, quindi, la decisione di terminare la mobilitazione alle 15.

Le motivazioni dello sciopero a Milano il 15 maggio

Le motivazioni sono simili a quelle previste per le proteste precedenti. E, quindi, in primis di combattere la liberalizzazione, privatizzazione, finanziarizzazione e gare d'appalto dei servizi attualmente gestiti da Atm. Poi contro la re-internalizzazione dei servizi Tpl, che sono stati ceduti in appalto o subappalto, anche complementari, di Milano e hinterland. Al Cobas protesta anche contro il progetto Milano Next, la trasformazione di Atm SpA in Azienda Speciale del Comune di Milano, che ha poi avuto come conseguenza l'affidamento diretto dei servizi gestiti da Atm e dei servizi di Tpl dell'intera città metropolitana di Milano.

Il sindacato poi chiede di ripristinare il distanziamento tra i conducenti sui mezzi di superficie e gli utenti con l'obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Inoltre chiedono di poter inibire la porta anteriore per la salita e la discesa dei passeggeri. Lamentano la precarietà delle pulizie, l'igienizzazione e sanificazione dei mezzi e degli ambienti Atm. Soprattutto parlano di immobilità della dirigenza Atm relativamente alla sicurezza dei propri dipendenti, che sono più esposti ad aggressioni. 

Proseguono con il tema della fruizione ferie per il personale pendolare con "conseguente eccessivi residuo di ferie", una carenza strutturale di personale, piani aziendali d'assunzione ed eccessivo utilizzo del lavoro straordinario per la programmazione ordinaria del servizio. Chiedono poi una trasformazione immediata di tutti i contratti part-time in full-time per i conducenti che presentano domanda. Vogliono 150 euro netti d'aumento per tutti i lavoratori fino al parametro 193, che siano slegati dalla produttività e considerati come risarcimento per i mancati rinnovi contrattuali, degli irrisori aumenti salariali e una tantum e della soppressione dei premi ad personam.

Infine, si legge ancora nel comunicato, un "adeguamento alle sentenze (da ultimo Suprema Corte 13425/2019) e alla direttiva CE 2003/88, per il pagamento legale delle giornate di ferie godute e/o risarcite e conseguente pagamento del pregresso". Lamentano inoltre "comportamenti lesivi, discriminatori, intimidatori da parte di alcuni dirigenti di deposito (c.d. Ispettori e vice) nei confronti di lavoratori fruitori del diritto a permessi parentali anche per l’assistenza a familiari disabili, personale di guida “anziano”, cambi turno, concessioni “privilegiate” ad alcuni lavoratori, mancato rispetto delle condizioni oggettive dei conducenti “anziani” anche nell’attribuzione dei turni in “disponibile”". Chiedono poi di individuare forme di risarcimento  "per i periodi persi dei turni in “plurimansione”". Lamentano poi una fornitura di divise precarie, inadeguate e di scarsa qualità. Per questo chiedono di reintrodurre capi come maglione invernale a collo alto, polo estiva a mezza manica, gilet (in cotone).

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