Scambio di provette al San Raffaele a Milano, riapre il Laboratorio di Embriologia: “Controlli più stringenti”

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Il Laboratorio di Embriologia è tornato operativo oggi consentendo la progressiva ripresa dei percorsi di procreazione medicalmente assistita.

È ripresa oggi, lunedì 31 agosto, l'attività del Laboratorio di Embriologia del San Raffaele dopo la sospensione del 6 agosto scorso per "non conformità" riscontrate durante un'ispezione. Le anomalie sono poi risultate essere legate a un episodio accaduto il 23 luglio scorso: presunti scambi di provette hanno portato a impiantare in una donna embrioni di un'altra coppia. 

Come comunicato dall'Ospedale San Raffaele in una nota diffusa, il Laboratorio di Embriologia è tornato operativo consentendo la progressiva ripresa dei percorsi di procreazione medicalmente assistita.

"In questi anni abbiamo accompagnato moltissime coppie nel loro percorso verso la genitorialità, con oltre 400 bambini nati ogni anno negli ultimi tre anni. Oggi ripartiamo da questa esperienza, ma anche da ciò che è accaduto: con procedure ulteriormente rafforzate, controlli più stringenti e la determinazione di continuare a offrire alle coppie che si rivolgono a noi un percorso di procreazione medicalmente assistita all’altezza della fiducia che ci accordano", ha detto il dottor Enrico Papaleo, responsabile del Centro di Medicina della Riproduzione dell’Ospedale San Raffaele.

Nel corso delle ultime settimane, l'Ospedale San Raffaele – si legge nella nota –  ha lavorato per implementare le azioni correttive e preventive previste dal piano di miglioramento, con particolare attenzione all’identificazione delle pazienti e dei materiali biologici, alla tracciabilità dei diversi passaggi e all’organizzazione delle attività.

"La sicurezza delle pazienti e delle coppie che si affidano al Centro rappresenta una priorità dell'Ospedale San Raffaele. In coerenza con i principi di trasparenza e con il consolidato sistema aziendale di gestione del rischio clinico, l’evento del 23 luglio è stato immediatamente segnalato attraverso i canali interni previsti e tempestivamente comunicato agli organi istituzionali competenti, ATS della Città Metropolitana di Milano e Centro Nazionale Trapianti, nonché registrato nel sistema ministeriale SIMES", ha detto l'ospedale.

E poi ha specificato: "Le coppie coinvolte sono state tempestivamente informate dell’accaduto e ad esse è stata assicurata la disponibilità dell’Ospedale a fornire l’assistenza e tutto il supporto necessario. La tempestiva segnalazione ha consentito di avviare fin dalle prime ore l’analisi dell’accaduto, con il coinvolgimento dei professionisti interessati, e di adottare le prime misure correttive, successivamente integrate in un più ampio piano di miglioramento". 

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