Riccardo Bossi, confermata in Appello la condanna per maltrattamenti alla madre: 16 mesi di carcere

Riccardo Bossi, primogenito del Senatur Umberto Bossi morto lo scorso marzo, è stato condannato a un anno e quattro mesi di carcere per maltrattamenti nei confronti della madre. La sentenza della Corte d'Appello conferma la condanna in primo grado del Tribunale di Varese emessa il 18 giugno 2025.
Dai maltrattamenti al processo
Al centro del procedimento c'erano alcuni episodi risalenti al 2016, inizialmente contestati anche come lesioni, accusa poi caduta dopo la remissione della querela da parte della madre. È, invece, rimasta in piedi l'ipotesi di maltrattamenti, procedibile d'ufficio, nonostante la madre di Bossi Jr lo abbia perdonato in aula.
Secondo l'impianto accusatorio, l'uomo avrebbe avanzato ripetute richieste di denaro nei confronti della madre con scatti d'ira che in un caso avrebbero portato l'imputato a mettere le mani addosso alla donna – che in quel periodo lo ospitava nella sua casa di Azzate (Varese) – facendole sbattere la testa contro il muro. In un'altra circostanza, ancora, gli insulti e il clima teso avrebbero spinto la donna a fuggire di casa, pur di allontanarsi dal figlio.
Sentita in aula nel corso del primo grado la madre, che non si è mai costituita parte civile, aveva "perdonato" il figlio spiegando che i rapporti tra loro erano tornati sereni e i vecchi fatti erano stati completamente superati. Il secondo grado ha, però, confermato la condanna, mentre l'avvocato Federico Magnante, difensore del figlio del fondatore della Lega, ha già annunciato di essere pronto a ricorrere in Cassazione.