(Immagine di repertorio)
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Volevano "punire" una ragazzina, colpevole di aver "rubato" il fidanzato a una di loro. Ma quello che nelle intenzioni di quattro ragazze, tre minorenni e una maggiorenne, doveva essere poco più di uno scherzo si è trasformato in un pesante atto di bullismo che, da un tribunale, è stato ritenuto una violenza sessuale di gruppo. La vicenda, riportata dal giornale locale "Giornale di Brescia", risale all'estate 2016. Teatro della vicenda una discoteca del Bresciano dove le quattro bulle avevano preso di mira la loro vittima, all'epoca dei fatti 16enne: "Mi hanno accerchiata e hanno iniziato a toccarmi il seno e poi mi hanno messo una mano nei pantaloni", ha spiegato la vittima, aggiungendo: "So che nel loro gesto non c’era una finalità sessuale, ma ero terrorizzata da queste ragazze".

Pm: Anche se non c'era fine sessuale non possiamo non considerarlo una violenza

La giovane aveva sporto denuncia e dal suo racconto sono partite le indagini che hanno portato a due distinti procedimenti: il tribunale dei minori ha giudicato le ragazzine che all'epoca dei fatti erano minorenni, archiviando il caso con la messa alla prova delle tre minori. L'unica ragazza che all'epoca dei fatti era maggiorenne è invece stata condannata ieri a dieci mesi dalla prima sezione penale di Brescia, con l'accusa appunto di violenza sessuale di gruppo. Il pubblico ministero che ha seguito il caso, e aveva chiesto una condanna a un anno e quattro mesi, ha così commentato: "Sono stati atti indesiderati e anche se non c'era un fine sessuale non possiamo non considerare quanto accaduto una violenza sessuale di gruppo". L'imputata non ha negato i fatti, ma si è così giustificata: "È stato però solo uno scherzo. Di cattivo gusto certo, e non pensavo che potesse denunciarci. Le avevo anche subito chiesto scusa".