8 Luglio 2021
15:30

Ragazze travolte in un campo di mais, l’autopsia: Hanan è morta sul colpo, Sara dissanguata dopo ore

L’autopsia sui corpi di Hanah Nekhla e Sara El Jaafari, le due ragazze trovate morte in un campo di mais a Locate di Triulzi, nel Milanese, ha confermato che sono morte a causa del passaggio sui loro corpi di un pesante mezzo agricolo. Hanah è morta sul colpo, l’amica è invece deceduta dopo ore di agonia. Era stata quest’ultima a riuscire a dare l’allarme venerdì mattina, prima che il telefono si spegnesse.
A cura di Francesco Loiacono
Le vittime, Sara El Jaafari e Hanan Nekhla
Le vittime, Sara El Jaafari e Hanan Nekhla

Hanah Nekhla, una delle due ragazze trovate morte sabato sera in un campo di mais tra Locate Triulzi e San Giuliano Milanese, è deceduta sul colpo. L'amica, Sara El Jaafari, è invece morta dissanguata dopo ore dall'incredibile incidente che le ha viste coinvolte. Lo rivelano, come scrive il quotidiano "Il Giorno", i primi esiti dell'autopsia eseguita sui corpi delle due ragazze travolte da un macchinario agricolo per spargere insetticida sulle piante. È stato dunque il passaggio del pesante mezzo a causare la morte delle due amiche, e non la sostanza sparsa: un'ipotesi sulla quale d'altronde diversi addetti ai lavori nutrivano forti dubbi. Una delle due ragazze, Sara, era riuscita seppur agonizzante a dare l'allarme venerdì mattina con una telefonata in arabo al 112, nella quale era riuscita a dire che lei e l'amica erano state investite da una "mietitrebbiatrice" (anche se si tratta di un mezzo diverso), e che si trovavano nei pressi di Rogoredo, quartiere periferico di Milano che per decenni ha ospitato il "boschetto della droga" e che continua ad essere una piazza di spaccio che attira tossicodipendenti e spacciatori.

Le tante domande ancora senza risposta

La chiamata è stata interrotta perché il telefono si è spento: le ricerche da parte delle forze dell'ordine si sono concluse soltanto sabato sera, oltre 30 ore dopo, quando i cadaveri delle due ragazze sono stati trovati nel campo di mais. Tante le domande ancora senza risposta: Sara si sarebbe potuta salvare se qualcuno avesse segnalato prima ai carabinieri il luogo dell'investimento? Secondo il medico legale no, ma la domanda chiama comunque in causa direttamente i due uomini che erano con le ragazze al momento delle tragedia. Sono entrambi stati individuati – si tratterebbe di due pregiudicati stranieri senza permesso di soggiorno in regola – e uno dei due, interrogato a lungo in procura a Lodi, ha detto di essere scappato per via del forte rumore del mezzo agricolo. L'uomo risulta adesso indagato a piede libero per omissione di soccorso. L'altra domanda è: perché le ragazze non hanno sentito il rumore del grosso macchinario agricolo? Si ipotizza che potessero essere stordite dall'utilizzo di droga, le cui tracce sono state trovate nella radura in cui il gruppetto aveva passato la notte tra giovedì e venerdì scorsi. Tra le altre domande sollevate da una vicenda di cronaca terribile e inusuale, quella principale coinvolge l'agricoltore 28enne che venerdì mattina era alla guida del macchinario che ha travolto e ucciso le due giovani: davvero, come lui sostiene, non si è accorto della loro presenza? Il giovane bracciante è indagato, anche lui a piede libero, per duplice omicidio colposo. Spetterà agli inquirenti della procura di Lodi cercare di dare una risposta ai tanti dubbi che accompagnano la tragedia che ha messo fine a due giovani vite.

Un ragazzino di 17 anni è morto dopo essere stato travolto da un treno: circolazione sospesa per 5 ore
Un ragazzino di 17 anni è morto dopo essere stato travolto da un treno: circolazione sospesa per 5 ore
Travolto e ucciso da un'auto, morto un uomo di 59 anni: indagato il conducente
Travolto e ucciso da un'auto, morto un uomo di 59 anni: indagato il conducente
Trovato morto il 28enne disperso in montagna: è caduto durante la scalata alla Presolana
Trovato morto il 28enne disperso in montagna: è caduto durante la scalata alla Presolana
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni