Proteste per il licenziamento di due dipendenti Sea: “Presi di mira per le loro contestazioni”
Martedì 15 settembre alcuni manifestanti hanno partecipato al presidio indetto da Usb a Malpensa contro il licenziamento di due lavoratori Sea. Il provvedimento sarebbe stato preso il primo agosto da “un’ispezione, un controllo notturno da parte della stessa Sea” nei confronti di due dipendenti aereoportuali, entrambi iscritti al sindacato. A spiegare a Fanpage.it cosa è successo è Luca Pistoia, responsabile Usb del trasporto aereo a Milano.
“Avevano 27 e 28 anni di anzianità aziendale. In tutto questo tempo non hanno subito nessuna contestazione, nessuna sanzione disciplinare. Mai nessuna pendenza”. Secondo quanto riferito, i due elettromeccanici sarebbero stati trovati “fermi mentre erano in servizio: uno dei due era sdraiato su una brandina. L’altro, invece, non svolgeva nessuna attività, perché di attività in quel momento non ce n’erano. Ma i controllori Sea hanno detto che sono stati sorpresi entrambi mentre dormivano”.
I lavoratori, spiega a Fanpage.it, “si occupano della manutenzione ordinaria di notte: impianti elettrici, piazzole e cortili. E quando vengono chiamati, agiscono. Ma in quel momento non c’era nessuna chiamata. E non potevano nemmeno svolgere delle attività speciali, perché quelle sono programmate dal coordinamento di scalo”.
Poi racconta: “sono stati aggrediti verbalmente, i controllori hanno fatto subito allusioni alle proteste dei due lavoratori”, che avevano fatto reclamo per il “riconoscimento dei dispositivi di protezione individuale e del cambio tuta. Questi reclami gli sono stati subito rinfacciati”. Una volta trovati, gli avrebbero detto che “volevano le dimissioni”. Il giorno dopo sono stati “sospesi cautelativamente, prima di essere contestati e licenziati. È successo tutto in poco tempo, in pochissimi giorni”.
Il responsabile Usb sostiene che ci sia stata una “disparità di trattamento” e una “ritorsione aziendale nei confronti dei lavoratori”.
“Ovviamente – continua Luca Pistoia a Fanpage.it – dovremo dimostrare questo anche davanti al giudice, ma siamo convinti che si tratti di un’ingiustizia, di una misura sproporzionata nei confronti dei due lavoratori”. Poi conclude: “Abbiamo anche scritto al consiglio comunale (Il comune di Milano è proprietario e azionista di Sea) per ribaltare questa decisione. E ci è stato promesso che di questo tema si discuterà nella prossima commissione”.
Contattata da Fanpage.it, Sea ha scelto di non rilasciare alcuna dichiarazione.