Le ruspe hanno iniziato a lavorare tra le proteste e le urla "basta, basta" dei cittadini, che si oppongono all'abbattimento di una parte di bosco nel Parco Nord tra Milano e Bresso dove sarà realizzata una delle vasche di contenimento per evitare le esondazioni del fiume Seveso.

Lavori per la vasca di laminazione del Seveso tra Bresso e Milano: la protesta dei comitati

La prima parte dei lavori, iniziati a fine luglio, riguarda il disboscamento del verde a pochi passe dalle case. I comitati di No Vasca e Amici del Parco Nord, che protestano da anni contro la decisione del Comune di Milano e Regione Lombardia di installare la vasca ai palazzi, dove vivono circa 2mila persone, sono preoccupati per i due anni di lavori che hanno davanti e soprattutto per il lago che diventerà il punto di raccolta dell'acqua di uno dei fiumi più inquinati d'Europa a cui affluiscono le fogne del Nord Milano.

La denuncia degli attivisti: Distrutto un meraviglioso bosco di trent'anni

"Fine a 72 ore fa qui c'era un meraviglioso bosco di trent'anni", spiega a Fanpage.it Matilde Minella, attivista del comitato No Vasca. I cittadini che protestano non ci stanno a passare per quelli che dicono no alla vasca contro l'interesse degli abitanti dei quartieri che vengono allagati regolarmente. "Noi ci opponiamo al progetto, ma non ci opponiamo ovviamente ai cittadini che vivono il problema delle esondazioni. Vogliamo solo cercare di fare capire che questa vasca non risolverà un bel niente", insiste Matilde, "perché i problemi di questo fiume stanno molto più a monte".

Timore per l'acqua del fiume inquinato a 30 metri dalle case

Il progetto è però ritenuto fondamentale per evitare i continui allagamenti che, come già accaduto due volte dal mese di maggio, provocano danni e gravi disagi nei quartieri Niguarda e Isola di Milano. Ma per chi abita vicino alla futura vasca la preoccupazione è tanta. "Il fronte delle abitazioni sarà a soli 30 metri dal perimetro della vasca", denunciano i residenti che temono gli effetti sanitari di quelle che definiscono "acque di fogna stoccate a ridosso della popolazione" vicino a due asili e una scuola elementare.

Nonostante i ricorsi degli abitanti di via Papa Giovanni XXIII i lavori sono partiti da alcune settimane, in attesa dei pronunciamenti della magistratura tra settembre e ottobre.