Morena Designati (Facebook)
in foto: Morena Designati (Facebook)

Politraumi, una frattura alla mandibola e diverse altre lesioni sono state riscontrate sul corpo di Morena Designati, la donna di 49 anni, morta lo scorso 24 giugno a Palazzo Pignano, paesino in provincia di Cremona, dopo essere stata picchiata dal marito, il 56enne Eugenio Zanoncelli che ora è accusato di omicidio. L'uomo dopo l'ennesimo litigio si sarebbe scagliato contro la consorte colpendola alla testa e al volto e facendola cadere a terra. Eppure nonostante l'esame autoptico effettuato a più riprese sul corpo della donna, le cause del decesso di Morena sembrano essere avvolte ancora nel mistero: i risultati dell'autopsia non hanno infatti restituito un quadro definitivo e chiaro su cosa potrebbe aver causato la morte della 49enne che da cinque anni era malata di Alzheimer.

Secondo quanto riferito dai medici che hanno effettuato l'autopsia infatti le lesioni riscontrate sul corpo della vittima potrebbero essere antecedenti al giorno del decesso: da qui la decisione di prolungare di almeno altri 15 giorni le indagini sulla morte dei Morena. Secondo quanto riportato da IlGiorno qualora l'autopsia non dovesse rivelare tracce di violenze considerate causa della morte della donna, l'accusa per Zanoncelli potrebbe trasformarsi in maltrattamenti. Quella sera la coppia era nella loro villetta a Palazzo Pignano quando ha iniziato a litigare, lo scontro si è trasformato ben presto in un'aggressione da parte dell'uomo alla moglie: Eugenio avrebbe picchiato la moglie con un forte colpo alla testa, un pugno o uno schiaffo, facendola cadere per terra. La 49enne potrebbe essere morta per il colpo del marito o dopo aver battuto la testa per terra.

La coppia aveva un figlio 12enne che al momento della tragedia non era in casa, perché era uscito con degli amici. Quando è rientrato, il padre probabilmente per nascondergli l'accaduto lo ha accompagnato dallo zio, che abita in un paese vicino. Proprio al fratello l'uomo avrebbe confessato il delitto: poi è fuggito prima di essere arrestato qualche ora dopo dai carabinieri, allertati proprio dal fratello dell'omicida.