“Oltre 200 euro di benzina per andare a lavorare, se ho una visita medica sono rovinata”: la denuncia di Paola

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Il caro carburante pesa sempre più sui bilanci familiari. A Fanpage.it la storia di Paola, 50 anni, pendolare: “Da pendolare è insostenibile, ogni mese spendo oltre 200 euro solo per la benzina”.

Con l'aumento senza freni dei costi del carburante fare il pieno è diventato un lusso per milioni di persone che ogni giorno devono andare al lavoro. Se sei una di loro, puoi raccontarci la tua storia e le tue difficoltà: scrivici a segnalazioni@fanpage.it o clicca qui.

Il prezzo della benzina, ormai oltre i 2 euro al litro, non è più soltanto una voce del bilancio familiare, ma "una fonte quotidiana di ansia". Non è più solo questione di scegliere se andare al ristorante o concedersi una serata fuori: "è il conto alla rovescia prima del prossimo pieno, il calcolo dei chilometri, la paura che arrivi una spesa imprevista". La storia di Paola, 50 anni, residente in provincia di Brescia, racconta proprio questo.

"Sinceramente la situazione sta diventando insostenibile", ha raccontato a Fanpage.it Paola che percorre circa 70 chilometri al giorno per andare al lavoro. La sua automobile, dunque, non è un lusso né un capriccio: è uno strumento indispensabile per lavorare. Eppure il costo per utilizzarla pesa sempre di più sul bilancio familiare. "Cinquanta euro mi bastano a stento per quattro giorni", ha sottolineato. Una cifra che, moltiplicata per le settimane, significa oltre 200 euro al mese soltanto per la benzina. Qui il paradosso: "Per continuare a lavorare bisogna spendere sempre di più per raggiungere il posto di lavoro".

Nel fine settimana Paola la lascia in garage: meglio evitare chilometri e spese non necessarie. Il risultato è un progressivo ridimensionamento della vita quotidiana. "Per compensare questa uscita ho dovuto tagliare su altre cose", ha spiegato. Meno ristoranti e pizzerie, maggiore attenzione alla spesa e agli acquisti per la casa. Ma il problema non è soltanto economico. Paola e il marito vivono in affitto e a maggio hanno ricevuto la disdetta del contratto. Entro il 2029 dovranno trovare una nuova sistemazione, insieme ai suoceri di Paola, 73 e 81 anni, entrambi affetti da gravi patologie e con una pensione piuttosto bassa. Una situazione che rende ancora più pesante ogni aumento. "Se ho un imprevisto, una spesa medica, qualunque cosa, sono veramente con l'acqua alla gola", ha rincarato la 50enne. Il caro benzina diventa così anche ansia, preoccupazione, rinunce continue: "È un pensiero fisso".

E le soluzioni annunciate non sembrano convincerla. "È inutile che adesso si parli di non pagare più il bollo della macchina", ha protestato, spiegando che nel suo caso il provvedimento non sarebbe comunque risolutivo. La percezione è quella di interventi insufficienti davanti a un problema che, per chi deve macinare chilometri ogni giorno, è concreto e immediato: "Se non fanno qualcosa di urgente temo che esploderà il malcontento".

Il timore, infatti, è che la situazione possa peggiorare ancora. Se il carburante continuerà a salire, aumenteranno anche le difficoltà per chi già oggi deve scegliere cosa comprare, dove andare e a cosa rinunciare. "Tutta la fascia medio-bassa della popolazione sta arrivando al basso, basso, basso", ha concluso Paola a Fanpage.it, sintetizzando il prezzo che il caro carburante sta presentando a chi, come lei, è "stanco di vivere con l'ansia e ha paura per il futuro".

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