Olimpiadi Milano Cortina, sabotata la linea ferroviaria per la Valtellina: aperte 2 inchieste a Milano e Lecco

La Procura di Lecco ha aperto un fascicolo per indagare sul sabotaggio ferroviario messo in atto nella notte tra il 10 e l'11 febbraio scorso sulla linea Lecco-Colico-Tirano, la tratta che porta in Valtellina verso Bormio e Livigno, sedi di gara delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Sulla vicenda, anche la Procura di Milano ha aperto un fascicolo, al momento, senza ipotesi di reato né indagati, per individuare gli autori del gesto.
Il sabotaggio ferroviario
Secondo quanto ricostruito, alle 2:25 dell'11 febbraio scorso, sarebbe arrivata una segnalazione di un guasto sulla linea Lecco-Tirano nei pressi della Stazione di Mandello del Lario (Lecco). Sul posto è intervenuto il personale della Sottosezione Polizia Ferroviaria di Lecco per eseguire gli accertamenti di competenza.
È allora che, stando ai rilievi, sarebbe stata riscontrata la presenza di cavi bruciati per un tratto di circa 80 cm, oltre che di un cavo di acciaio sezionato in più parti. "I sopralluoghi sono proseguiti anche nelle ore successive con il personale della Digos e della Polizia Scientifica, durante i quali è stata rinvenuta una bottiglia di plastica vuota che presentava residui di liquido infiammabile", ha scritto in una nota ufficiale il procuratore di Lecco Ezio Domenico Basso.
Al momento, l'episodio, che non ha causato problemi alla circolazione ferroviaria, non è stato rivendicato, ma il caso è stato segnalato alla procura di Lecco che ha avviato dirette interlocuzioni con la Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Milano con l'obiettivo di individuare gli autori del gesto. Per farlo, è stato aperto un fascicolo a carico di ignoti per il reato di "pericolo di disastro ferroviario causato da danneggiamento".
Dall'inizio delle Olimpiadi invernali Milano Cortina, si era già verificato un altro sabotaggio sulle linee ferroviarie a Bologna e Pesaro che aveva mandato in tilt i treni, registrando pesanti ritardi e cancellazioni. In quel caso, però, secondo gli inquirenti si sarebbe trattato di un atto doloso di matrice anarchica.