La situazione economica e finanziaria dell'Inter è delicata. Il presidente Steven Zhang, tornato dalla Cina per festeggiare lo scudetto, ha già ribadito alla squadra e allo staff tecnico, nonché a tutti i dipendenti del club, che occorre tagliare quanto più possibile gli stipendi per non avere perdite troppo pronunciate. I giocatori, così come gli altri lavoratori, si sono però opposti alla richiesta, lasciando di fatto in stallo la questione.

Nel frattempo, Zhang sta cercando società esterne che possano garantire un lauto prestito e rientrare dei debiti del club. Si parla di una possibile ricezione di 200, 250 milioni di euro. Debiti che andranno a coprire altri debiti. In tutto ciò, è ovvio che la questione stadio resta ferma chissà per quanto. Se Suning non può garantire una copertura economica minima (e con minima intendiamo per accordi già presi e dunque già messi in conto, come gli stipendi dei propri dipendenti, appunto), come può impegnarsi formalmente per l'investimento stadio e riqualificazione del quartiere? Oggi l'ex sindaco Albertini ha dichiarato in un'intervista al Giorno che è un bene che il Comune di Milano accolga investitori. Giusto, a patto che gli investitori esistano e abbiano le garanzie richieste dall'Amministrazione. L'impressione, dopo aver consultato fonti qualificate, è che per sbloccare le operazioni relative alla costruzione del nuovo impianto ci vorrà ancora molto tempo.

Il futuro del nuovo stadio di San Siro è strettamente legato a quello dell'Inter e della sua proprietà. La cessione potrebbe essere l'unica soluzione. Ma, anche in questo caso, Suning avrebbe fatto male i calcoli. Perché secondo quanto rivelato da Tuttosport nei giorni scorsi, l'accordo con Bc Partners era cosa fatta. Le due società avevano trovato l'intesa per la cessione dell'Inter a 800 milioni di euro. L'avvento della Superlega, però, aveva ingolosito la multinazionale cinese che, dunque, ha rifiutato l'offerta, speranzosa (e certa) di ricevere una pioggia di denari dalla nuova competizione europea, già passata alla storia come il naufragio calcistico più rapido mai visto. Tutto da rifare, ancora una volta. Ma con una proiezione sul medio lungo periodo, perché il prestito in arrivo non riguarderà nemmeno per un centesimo di euro l'investimento per il nuovo San Siro.