Tamara Masia, la donna di 43 anni che lo scorso 4 gennaio ha lanciato dell'acido in faccia ad un ragazzo in piazza Gae Aulenti a Milano, era parzialmente incapace di intendere e volere al momento dell'aggressione. Lo ha stabilito la perizia psichiatrica disposta lo scorso primo luglio dal giudice dell'udienza preliminare nell’ambito del processo con rito abbreviato contro la 43enne, accusata di lesioni aggravate per aver gettato dell'acido sul volto di Daniele Polacci. Giovedì 10 settembre il processo con rito abbreviato.

Il legale della vittima: Soddisfatto, che venga curata

Il legale del 28enne, Fausto Gianelli, si è detto soddisfatto per l'accertamento della "pericolosità sociale dell'imputata, perché in questo modo verrà curata e speriamo che così non sarà più un pericolo per il mio assistito e per altre persone". Secondo quanto riportato dall'Ansa, poi, l'avvocato avrebbe raccontato inoltre di aver presentato una denuncia in procura lo scorso luglio a carico della 43enne, per minacce e stalking. L'accusata, anche dal carcere, avrebbe inviato diverse lettere alla sua vittima con frasi come "ti vengo a cercare".

L'aggressione in piazza Gae Aulenti

L'aggressione della donna ai danni di Polacci risale allo scorso gennaio, quando, incontratisi in Gae Aulenti a Milano, la Masia dapprima gli ha spruzzato dello spray al peperoncino e poi gli ha lanciato l'acido sul volto. A scatenare l'ira della donna, l'intenzione del 28enne di interrompere i rapporti dopo la terza o quarta uscita insieme. La Masia è quindi ora accusata di lesioni personali aggravate per avere gettato "sostanza caustica e spray urticante" contro Polacci, che ha riportato ustioni di primo e secondo grado al volto oltre che alla mano e al posto sinistro, e ustioni terzo grado al collo.