Milano in fondo alla top 10 delle città più ricche d’Italia: al primo posto Maccastorna nel Lodigiano

Quali sono le città più ricche d'Italia? Quelle in cui si vive meglio e con un reddito medio pro capite tra i più alti?
Secondo i dati sulle dichiarazioni 2025 (anno fiscale 2024), resi noti dal ministero dell’Economia e delle Finanze, il comune più ricco d'Italia è Maccastorna, 70 abitanti in tutto, a circa 40 chilometri a sud-est di Lodi. Stando a quanto si apprende, la cittadina lombarda – nota per il suo castello medievale e per essere uno dei comuni meno popolati d'Italia – si attesta in cima alla classifica con un reddito medio pro capite di 72.684 euro.
Al secondo posto, sul podio, con un reddito pro capite di 69.475 euro, si posiziona Lajatico – poco più di mille abitanti a 50 chilometri a sud di Pisa – per molti anni detentore del primato.
Il terzo posto invece spetta a Portofino, in provincia di Genova: il comune dove Pier Silvio Berlusconi ha scelto di spostare la propria residenza. Reddito pro capite pari a 61.616 euro.
A seguire, nella classifica, spiccano Basiglio (Milano) con un reddito medio pro capite di 53.686 euro; Cusago (Milano) con 43.404 euro; Torre d’Isola (Pavia) con 42.784 euro; Pino Torinese con 40.538 euro; Forte dei Marmi (Lucca) con 40.248 euro.
Al nono posto, verso la fine della top 10, si trova la città di Milano (due posizioni in meno rispetto allo scorso anno) con un reddito medio pro capite di 40.237 euro. Decimo e ultimo posto invece spetta a Segrate (Milano) con 40.237,07 di reddito medio pro capite.
Mentre per quanto riguarda le altre grandi città d'Italia, Bologna è 115esima con il dato a 31.448 euro, mentre Roma la troviamo alla 124esima posizione con 31.223 euro. Firenze è posizionata 209esima con un reddito pro capite di 30.016 euro; Torino è 353esima con 28.859 euro. Napoli occupa la posizione 2.449 con il dato a 24.332 euro.
Stando a quanto emerso quindi, comuni con un numero di abitanti e contribuenti molto basso, si trovano ad avere redditi più alti di molte altre città. Questo accade proprio perché la popolazione è contenuta: sono sufficienti pochissimi contribuenti (a volte anche solo uno) a far schizzare il dato verso cifre elevate.