Una fila quasi chilometrica: centinaia di persone in coda, rispettando il distanziamento, per poter avere un pacco alimentare gratis. Il video della fila interminabile di persone che si è formata ieri, sabato 12 dicembre, davanti a una sede della onlus Pane quotidiano di Milano è stato pubblicato da un'utente su Twitter suscitando una grande impressione: "Immagine che entra in testa e nel cuore e poi sta lì, in fissa", ha scritto chi ha ripreso la scena col suo telefonino. Scena che però, purtroppo, non è una novità per i volontari della onlus che, da oltre un secolo (è stata fondata nel 1898), nelle due sedi di viale Monza 335 e viale Toscana 38 assistono le persone più indigenti offrendo loro cibo senza chiedere documenti né altro, come recita il loro motto: "Sorella, fratello, nessuno qui ti domanderà chi sei, né perché hai bisogno, né quali sono le tue opinioni".

Il vice presidente della onlus: Sono aumentati gli italiani in coda

"Purtroppo le mie funeste previsioni si stanno avverando", dice a Fanpage.it Luigi Rossi, vice presidente di Pane Quotidiano. Già a settembre, quando lo avevamo intervistato, aveva raccontato di come la tipologia di persone che chiedono aiuto alla onlus fosse cambiata in seguito alla crisi economica post Covid: sempre meno anziani e più giovani, persone in cassa integrazione o che avevano perso il lavoro, in nero, a causa del coronavirus. "Abbiamo visto aumentare le persone di una fascia d'età media – conferma ora Rossi – dai 28-30 anni ai 50 anni, e sono aumentati gli italiani in coda, che ora raggiungono il 38-40 per cento di chi chiede aiuto".

Rispetto alle scene di sabato Rossi spiega che, in quel giorno della settimana, si registra tra il 10 e il 12 per cento in più dell'affluenza media. Ma purtroppo la gente in coda è tanta ogni giorno: "In media distribuiamo 3.500 razioni alimentari al giorno, nelle due sedi. La gente è sempre di più, ma il timore più grande è per ciò che potrà succedere quando finiranno gli ammortizzatori sociali". Per ora la onlus continua ad assistere tutti coloro che si presentano ai cancelli delle sue sedi, grazie alla solidarietà di cittadini e aziende: "Sarà che siamo sotto Natale, ma grazie al buon cuore di tanti cittadini milanesi e al sostegno delle aziende riusciamo a fare fronte anche a questo incremento di richieste", dice il vice presidente. Due sono i modi attraverso cui le aziende aiutano Pane quotidiano: "Da un lato quelle alimentari ci donano le eccedenze di cibo che producono, dall'altro invece altre aziende ci sostengono a livello economico".

I generi alimentari forniti da Pane quotidiano sono un sostegno fondamentale soprattutto per coloro fuori dai "radar" del sistema di welfare istituzionale, perché non in regola o ai margini della società. Ma le immagini della fila interminabile di sabato, della coda che da viale Toscana arrivava su via Castelbarco, con il nuovo campus della Bocconi a fare da sfondo a "vecchi" e nuovi poveri, non dovrebbe spingere proprio le istituzioni a intervenire con più efficacia verso chi non riesce a tirare avanti? In merito, il vice presidente di Pane quotidiano si trincera dietro un laconico "no comment".