È finito in manette il re delle notti milanese Rocco Mongiardo, 38 anni, per bancarotta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il suo nome non è nuovo alla Procura: tempo fa finì coinvolto in un’indagine contro la ‘ndrangheta in Lombardia senza mai però essere indagato. Così come finì nel 2012 nel mirino delle forze di polizia perché picchiò e minacciò due funzionari dell'ufficio tecnico comunale di Magenta, alle porte di Milano, perché questi stessi funzionari erano in ritardo con i permessi sulla sua discoteca "Dubai" a Bareggio. A temere le sue minacce – come il riporta il Corriere della Sera – era anche i bancari della sua filiale che temevano di chiudere i rapporti con lui per paura. A fare scattare le manette ora è un'operazione delle Fiamme Gialle che hanno sequestrato beni di sua proprietà per 6 milioni: tra questi conti correnti, cassette di sicurezza, orologi di pregio e immobili ed auto.  Dall'operazione della Guardia di Finanza, ribattezzata ‘The italian job’, è emerso un gruppo societario riconducibile all'imprenditore che ha visto coinvolte nel tempo varie società attive anche nel settore degli autonoleggi nell’hinterland milanese.

Avrebbe sottratto al fisco 8 milioni di euro

Nel dettaglio, secondo i giudici per le indagini preliminari Roberto Fontana e Luca Gaglio, Mongiardo avrebbe negli anni sottratto al fisco 8 milioni e mezzo di euro: i suoi affari – in parte mai dichiarati allo Stato – si concentravano nel settore della carrozzerie d’auto e nel mercato immobiliare tra Bareggio e Magenta. A incastrare l'imprenditore sarebbero delle intercettazioni in cui avrebbe manifestato la sua intenzione di studiare possibili contromisure – servendosi anche di un prestanome – dove aver avuto la notizia di un'istanza di fallimento proposta dalla Procura. Ai giudici, dunque, dovrà rispondere di bancarotta e di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. I magistrati nelle carte farebbero riferimento anche alla sua "particolare pericolosità" soprattutto quando si è trattato di occultare le scritture contabili e nell'approfittare dell'emergenza Covid. Secondo gli inquirenti infatti, Mongiardo avrebbe approfittato della pandemia per rateizzare dei debiti tributari.