La data finale, stimata, è sempre quella: entro giugno 2021. Ma continuano a mancare i vaccini e il personale. E così la vaccinazione di massa contro il Covid in Lombardia continua a rimanere senza una data di inizio certa: "Partirà quando arriveranno i vaccini", ha risposto un po' stizzito il presidente della Regione Attilio Fontana a una giornalista che giustamente aveva posto la domanda: "Abbiamo una programmazione (di ricezione delle dosi, ndr) che non è ancora quella che permetterebbe campagna massiva, ma non sappiamo quando arriverà una grande quantità di vaccini", ha ammesso Fontana.

Tra i centri vaccinali l'area Mind, il forum di Assago e Garage Italia

Con la variabile più importante dell'intero piano che continua a rimanere in balia di previsioni e ritardi, la Regione comunque si prepara, come ha spiegato la vice presidente e assessora al Welfare Letizia Moratti. E così questa mattina in conferenza stampa è stata presentata la delibera di giunta che individua i centri di vaccinazione massivi che si aggiungeranno ai 64 hub e ai circa 600 spoke dove già si somministrano vaccini, e che serviranno per vaccinare circa 6,6 milioni di lombardi. Nel territorio dell'Ats di Milano compaiono l'ospedale in Fiera al Portello, la Fabbrica del Vapore, l'Area Mind (ex Expo) il Forum di Assago e anche, un po' a sorpresa, il locale Garage Italia di Lapo Elkann in piazzale Accursio.

Polemica di Bertolaso contro gli specializzandi

L'obiettivo, ribadito dal consulente per il piano vaccinale lombardo Guido Bertolaso fin dal suo insediamento, è vaccinare tutti gli aventi diritto entro la fine di giugno: per farlo servirà arrivare a un picco di 170mila vaccinazioni al giorno a regime (contro le 19mila dosi somministrate ieri, a titolo di esempio) e serviranno inoltre più di duemila medici, altrettanti infermieri e 2.500 persone tra gli amministrativi. Ed è proprio sul tema delle proteste di alcuni specializzandi per il loro coinvolgimento nelle somministrazioni che Bertolaso si è lasciato andare a una dura polemica, paventando l'ipotesi di chiedere ai prefetti di precettare coloro che si vogliono sottrarre: "Si sono molto arrabbiati con me quando ho detto che esiste una norma che prevede che siano chiamati a vaccinare i loro concittadini", ma "la legge dice che gli specializzandi sono chiamati a fare vaccinazioni. Non è facoltativo, è un obbligo. Per questo motivo scriverò al prefetto di Milano e gli chiederò, per la seconda volta, l'elenco degli specializzandi. La prima volta ha risposto un solo rettore e già questo è preoccupante".

Vaccinare è la cosa più nobile che un medico possa fare

"Occorre definire e verificare se non vi sia stata omissione da parte di chi ci deve trasmettere questi elenchi e poi provvedere alle attività di competenza dei rappresentanti dello Stato in questa Regione, anche in armonia con il comunicato della Corte Costituzionale che dice che il problema Covid è di profilassi internazionale e quindi è compito dello Stato intervenire e di coloro che hanno scelto di svolgere la professione più nobile del mondo – ha aggiunto l'ex capo della Protezione civile, a sua volta medico -. Gli specializzandi hanno scelto di fare medicina sposando un codice deontologico, ma non ci sta che i medici dicano che spacciare l'attività di vaccinazione come formazione è denigrante. Se questi sono i giovani colleghi che futuro potrà avere il nostro Paese? Vaccinare per un medico è la cosa più nobile che un medico possa fare. Ognuno dovrebbe chiedersi cosa può fare per il Paese al posto che ragionare al contrario. Il crollo dei ricoveri fra i vaccinati è la prova provata che solo vaccinando risolviamo questa emergenza".

Cambia la piattaforma di prenotazione: fuori Aria, dentro Poste italiane

L'altra novità annunciata dalla vice presidente Moratti e da Bertolaso è che cambierà la piattaforma che gestirà le prenotazioni e le adesioni dei cittadini alla campagna di vaccinazione di massa. Messa da parte quella fornita da Aria (società della regione), criticata pesantemente anche da Bertolaso per i disservizi nelle prenotazioni per gli over 80, a dare una mano alla Lombardia arriva, gratuitamente, Poste italiane. Diversi i vantaggi offerti: garantirà l'accesso ai cittadini sia dal portale, sia dal call center, dagli uffici postali e anche dai portalettere. Inoltre ogni cittadino riceverà quattro date possibili per effettuare la vaccinazione. La piattaforma, già attiva in altre Regioni, sarà operativa in Lombardia tra tre settimane.

Gli altri centri vaccinali di massa in Lombardia

Oltre a quelli individuati nel territorio di Ats Milano Metropolitana (che comprende anche Lodi), sono stati individuati dalla regione diversi altri centri vaccinali massivi, che nelle intenzioni di Palazzo Lombardia dovranno garantire 140mila delle 170mila vaccinazioni giornaliere per arrivare all'obiettivo di vaccinare 6,6 milioni di lombardi entro giugno. Tra le strutture individuate i poli fieristici di Busto Arsizio, Bergamo, Chiuduno e Treviglio, l'area paddock dell'Autodromo di Monza, il palazzetto dello sport di Bormio e il centro commerciale Frecciarossa a Brescia.