Non si registrava un dato così elevato di morti in Italia dal secondo dopoguerra: questo è quanto stabilito dall'ultimo rapporto Istat sull'impatto dell'epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente nell'anno 2020. Negli ultimi dodici mesi nel nostro Paese si sono avuti 746.146 decessi. E a registrare il dato più elevato è la Lombardia.

In Lombardia, Veneto ed. Emilia Romagna il 50 per cento in più dei decessi di gennaio 2021

Nel report è evidenziato come durante la prima ondata (marzo-maggio 2020) il territorio lombardo ha registrato un aumento del 111,8 per cento rispetto allo stesso periodo degli anni 2015-2019. Dato che ha poi subito un calo durante la seconda ondata facendo attestare il territorio lombardo a un +37,1 per cento. Il trend del 2020 continua a essere costante anche nel 2021. Nel report è evidenziato che: "La Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna da sole spiegano il 50% dell’eccesso di decessi di gennaio 2021". È anche vero che, come testimoniato dallo stesso Rapporto, durante la prima ondata l'80 per cento dei casi è stato segnalato soprattutto nel Nord Italia: più del 50 per cento dei casi era concentrato in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.

Incremento dei morti soprattutto tra gli over 80

Nell'analisi dell'Istat viene inoltre mostrato come nel Nord Italia vi è un incremento di mortalità soprattutto tra gli uomini: durante la prima ondata si è avuto un aumento del 74 cento. Durante la seconda ondata invece la percentuale è scesa al 52,9 per cento. Questa incidenza riguarda soprattutto gli over 80. Anche se un aumento considerevole è stato registrato anche tra gli uomini tra i 65 e i 79 anni dove la percentuale si è fermata a un +67,6 per cento. Nello stesso periodo si sono inoltre registrate una diminuzione delle morti sia per influenza stagionale, dovuta soprattutto alle misure di distanziamento, che per incidenti stradali probabilmente grazie alle misure restrittive come il lockdown.