"Abbiamo inviato una richiesta informale al Governo per avere un numero maggiore e ulteriore di vaccini anti-Covid": a dirlo è il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana durante la presentazione del nuovo aggiornamento del piano vaccinale a Palazzo Lombardia. Il Governatore ha spiegato infatti che il piano vaccinale è stato cambiato per coprire le zone che presentano più casi.

Da domani iniziano le somministrazioni nei comuni tra Bergamo e Brescia

Da domani infatti inizieranno le somministrazioni dei vaccini per circa 24mila cittadini lombardi: saranno infatti vaccinati tutti gli over 60 di 14 comuni in provincia di Bergamo e di 8 in provincia di Brescia e cioè nelle zone vicino alle aree in cui si sta registrando un aumento considerevole dei contagi. Al momento sono quattro i centri vaccinali individuati a Bergamo e Brescia che si trovano a Chiuduno, Iseo, Antegnate e Chiari: "In media vaccineremo tra le 2mila 2.500 persone al giorno  – ha detto Guido Bertolaso, coordinatore della campagna vaccinale della Regione -. Entro cinque o sei giorni chiudiamo questa prima partita di vaccinazioni in quest'area e poi ci sposteremo". Per fare questo però saranno rallentate le vaccinazioni per la fase uno bis: "Lo faremo in modo particolare per le attività sociali, dove tutto sommato  – continua Bertolaso – ci sono categorie che non sono le più a rischio. Chiaro è che la coperta è corta, anzi è un fazzoletto".

Le vaccinazioni a Bollate e Viggiù

Per i comuni di Bollate e Viggiù sono state invece adottate due procedure diverse: nel primo caso si vaccineranno tutti gli over 80 (che sono circa quattromila) e poi si procederà con gli insegnanti: "Questo perché – spiega Bertolaso – i contagi si sono registrati soprattutto nelle scuole". A Viggiù invece, essendo comune alla frontiera con la Svizzera, saranno vaccinati anche tutti coloro che lavorano al di là del confine: "Altrimenti c'è il rischio che vengano portate altre varianti". La Regione sta infatti utilizzando una doppia strategia: da un lato puntare alla mitigazione dei contagi cercando di intervenire "in situazioni circoscritte per far in modo che il virus – spiega l'assessore al Welfare Letizia Moratti – non esca da queste zone e l'altra strategia è quella del contenimento attraverso i vaccini".

Bertolaso: Necessario validare nuovi vaccini

Più volte, durante il corso della conferenza, è stato ribadito che anche nei comuni maggiormente colpiti dai contagi al momento non sarà possibile vaccinare tutti: "Non abbiamo dosi a sufficienze –  continua Bertolaso -. Questo non è un alibi, molti in Italia lo fanno ma noi non ci rifugiamo dietro a questa situazione. L'unico modo per fermare questa pandemia è vaccinare. Stiamo lavorando per cercare di rallentare la variante inglese. Stiamo riducendo le scorte che dovremmo tenere per sicurezza, secondo le indicazioni". Bertolaso rimarca infatti la scarsità di dosi: "Se anche AstraZeneca comunica di aver tagliato la percentuale di dosi, capite che questo non aiuta. I vaccini non li fabbrichiamo noi. Alcuni però che sono prodotti in Paesi fuori dall'America o dall'Unione Europea andrebbero bene e so che sono state chieste al riguardo ulteriori certificazioni, ma è necessario che le Istituzioni accelerino". Al riguardo si è espresso anche Fontana ribadendo la necessità di validare vaccini di altri Paesi e di iniziare a pensare a una produzione italiana: "Per quanto riguarda la produzione di vaccini in Italia – ha infatti spiegato – domani il ministro Giorgetti incontrerà le aziende del settore farmaceutico. Mi sembra un'ottima iniziativa perché non possiamo dipendere dall'estero, dobbiamo essere in grado di avere una nostra produzione per far fronte alle emergenze".